GARDA – Un lago di cemento: 8 case su 10 sono disabitate

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Scatta la denuncia di Legambiente: “Otto case su dieci disabitate per undici mesi all’anno”.

Sono trascorsi circa sei mesi da quando la Goletta dei Laghi di Legambiente si era recata sul Garda e aveva denunciato l’inquinamento delle acque lacustri in numerosi punti. Ora una nuova denuncia che si basa su un report fotografico di 21 scatti delle coste gardesane. Scatti dove il cemento si sussegue al cemento, dove di verde se ne vede ben poco, dove il grigio diviene sempre più indavdente e finisce col dominare sul paesaggio. Il cemento, poco a poco, mangia il Garda e la maggior parte delle case rimangono desolatamente disabitate per gran parte dell’anno, trattandosi di seconde case adibite alle vacanze. “L’80% delle case restano inabitate praticamente per undici mesi all’anno”, ha detto il presidente di Legambiente Verona, Lorenzo Albi. Un dato allarmente, soprattutto se messo a confronto con il procedimento irrefrenabile frenetico di urbanizzazione delle coste lacustri.

Garda cemento Il FAI ha denunciato la circostanza che i laghi lombardi “si stanno via via trasformando in laghi di cemento, le cui coste sono ricoperte di seconde o terze case, poco abitate e usate, sempre più spesso colpevoli di cancellare con la loro estensione l’identità del territorio aggredita dalla speculazione edilizia”. Case abitate due settimane all’anno, che deturpano un paesaggio fantastico, che mangiano verde: non c’è nome diverso da attribuire al fenomeno da quello, utilizzato dal FAI, di speculazione edilizia.

Dati che “colpiscono come una mazzata”: così ha scritto Salvatore Settis su Repubblica commentando gli studi dell’Istituto ISPRA che ricostruiscono l’andamento del consumo di suolo in Italia dal 1956 al 2010: Otto metri quadri al secondo: questa la media del forsennato consumo di suolo in Italiua. Sarebbe in pratica come se ogni anno, questo l’esempio di Settis, “si costruissero due o tre città nuove, delle dimensioni di Milano e di Firenze”.

Il lago di Garda, dunque, è divenuto in un certo senso un emblema della cementificazione, delle speculazioni edilizie. Basti pensare, a titolo esemplificativo, che nel Comune di Lonato del Garda ci sono circa 600 case invendute e sul territorio provinciale sono circa 30mila gli appartamenti vuoti.

Il cemento ad ogni costo è un trend che va frenato e combattuto: Oriella Savoldi della CGIL ha proposto, nell’ambito di un incontro tenutosi nei giorni scorsi presso la Camera del Lavoro di Brescia, interventi istituzionali, con i Comuni che possono cominciare a “pensare azioni per acquisire appartamenti vuoti, sfitti o invenduti”.