BRESCIA – Droga dal Sud America, sette arresti a Brescia per il “Terminal”

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I carabinieri del ROS e dei comandi locali hanno imposto misure restrittive, su ordine del Gip del Tribunale di Genova e su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, a 25 persone per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante della transnazionalità del reato. Gli interventi hanno interessato la Liguria, la Lombardia e il Veneto, mentre in Spagna la polizia locale ha eseguito un mandato di arresto europeo nei confronti di cinque degli indagati, già localizzati a Barcellona, Valencia, Madrid e Bilbao. I provvedimenti restrittivi scaturiscono dalle indagini avviate nel dicembre 2010 dalla Sezione Anticrimine di Genova sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia nei confronti di un’organizzazione italo colombiana, dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti provenienti dal Sud America, attraverso la Spagna e l’Olanda.

Droga1Già in una prima fase, l’attività investigativa aveva evidenziato gli interessi del sodalizio nell’importazione dalla Colombia di 250 chili di cocaina, nascosti in un container che avrebbe dovuto essere trasportato, a bordo di una nave mercantile, nel porto di Genova. Era stato così possibile identificare il principale esponente del gruppo bresciano Mauro Isaia Zanchi che, per gestire l’illecito traffico, si avvaleva della convivente spagnola Sandra Urrea Marcos e di Fabio Merigo, gravato da specifici precedenti penali. Era emerso, inoltre, come il sodalizio fosse stato a sua volta incaricato da un gruppo collegato colombiano di individuare con urgenza un porto sicuro, attraverso il quale introdurre il narcotico in Italia. L’esigenza dell’organizzazione, poi indagata, di trovare un nuovo canale di importazione era dovuta all’impossibilità di continuare a usare il porto calabrese di Gioia Tauro dove era stato sequestrato un ingente quantitativo di cocaina, in parte destinata al gruppo colombiano in parola.

Il 12 novembre precedente, infatti, all’interno dell’area doganale del porto calabrese, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nell’ambito dell’indagine “Meta 2010” condotta sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia, avevano intercettato un container proveniente dal Brasile, contenente circa una tonnellata di cocaina colombiana destinata a una proiezione romana della cosca Mancuso di Limbadi (VV). Il contesto operativo delineato offriva così l’opportunità di approfondire anche gli aspetti internazionali del narcotraffico organizzato dalla struttura transnazionale. L’indagine ha consentito quindi di delineare la componente italiana, individuandone le principali basi operative nel capoluogo ligure e nel bresciano, dove Zanchi si avvaleva di gruppi locali che, oltre a finanziare le importazioni, sovrintendevano anche alla successiva commercializzazione della droga, principalmente sul mercato lombardo.

Gli approfondimenti eseguiti verso il circuito internazionale, cui la struttura indagata faceva ricorso per garantirsi periodiche forniture di cocaina, hanno accertato i rapporti di Zanchi con il broker spagnolo Fernandez Perez, rappresentante in Liguria degli interessi di un gruppo fornitore boliviano ed emissario in Italia di un’articolata organizzazione transnazionale, dedita al traffico di cocaina, con basi in Colombia, Ecuador, Brasile, Olanda e Spagna, facente capo al narcotrafficante colombiano Guillermo Leon Lopez Echavarria. Sono state quindi individuate le diverse metodologie utilizzate per introdurre il narcotico in Italia dal sodalizio che, per il trasporto di semplici campionature, ricorreva a corrieri sudamericani, mentre per i quantitativi più significativi utilizzava vettori aerei o marittimi. In tale ambito, era quindi possibile eseguire diversi interventi di riscontro, accertando in particolare:

– nel dicembre 2010, il tentativo di importare un quantitativo di cocaina colombiana, occultato all’interno di un container partito dalla Bolivia il 26 novembre per Istanbul e destinato in Italia, ove tuttavia non giungeva per cause ignote, determinando una significativa perdita economica in danno dell’organizzazione indagata;
– il 5 agosto 2011, l’importazione di un quantitativo di 15 kg di cocaina, giunto presso l’aeroporto di Amsterdam all’interno di un aereo-cargo proveniente da Bogotà (Colombia), con un carico di copertura costituito da fiori. Il narcotico, destinato in Italia al gruppo Zanchi, veniva sottoposto a sequestro dalla Dogana locale, nel corso di un’autonoma operazione di polizia;
– il 19 aprile 2012, l’importazione di circa 34 kg di cocaina, occultata all’interno di un container proveniente dal porto ecuadoriano di Guayaquil e diretto, tramite quello spagnolo di Algeciras, al porto di Genova Voltri. La sostanza stupefacente, sequestrata dall’Arma di Genova il 24, era destinata anche in questo caso al gruppo Zanchi, risultando peraltro miscelata con una sostanza da taglio in grado di incrementarne gravemente l’effetto lesivo;
– il 18 luglio 2012, l’importazione di un quantitativo di circa 21 kg di cocaina, occultata all’interno di un container proveniente dal porto ecuadoriano di Guayaquil e sbarcato in quello di Livorno. La sostanza stupefacente veniva sequestrata dall’Arma di Desenzano del Garda, nella mattinata del 20 luglio, traendo in arresto i citati Zanchi e Fabio Merigo come destinatari del narcotico.

Arresto drogaPrima dell’arresto di Mauro Zanchi, emergeva comunque l’interesse del sodalizio indagato a realizzare ulteriori importazioni di cocaina dal Sud America, consentendo di intercettare alcuni corrieri con le relative campionature. In particolare, il 27 aprile 2011 e il 27 marzo 2012, rispettivamente agli aeroporti di Milano Linate e Malpensa, era infatti possibile promuovere l’intervento del personale della dogana che ha arrestato due corrieri dell’organizzazione, provenienti dalla Bolivia e dalla Colombia, con circa 2 kg di cocaina complessivi. Nello stesso contesto, le indagini hanno accertato i rapporti tra il broker spagnolo Fernandez Perez e un’altra struttura transnazionale dedita al traffico di cocaina dal Sud America (Bolivia, Ecuador, Brasile, Argentina, Perù, Colombia e Repubblica Dominicana) in Europa, ma anche di hashish dal Marocco verso l’Italia e l’Olanda, attraverso la Spagna.

La prosecuzione dell’attività investigativa in questa direzione ha consentito di delineare l’organizzazione facente capo al narcotrafficante peruviano Armando Amadeo Tonetti Solsol, da anni residente a Genova, con base operativa ad Amsterdam dove il figlio Saul Martin Del Aguila Gonzales gestiva un’agenzia immobiliare a copertura degli illeciti traffici. Per realizzare il traffico di hashish, Tonetti si avvaleva di un suo stretto collaboratore, l’algerino Messaoud Chaanane che, pur essendo anch’egli da anni residente a Genova, aveva mantenuto solidi rapporti con i gruppi fornitori in Marocco. Dal capoluogo ligure, organizzava inoltre le importazioni del narcotico usando i porti sudamericani di Caucedo (Repubblica Dominicana), Guayaquil (Ecuador), Quito (Ecuador) e Callao (Perù), in stretto rapporto con il figlio e il narcotrafficante spagnolo Ramon Iglesias Lopez, deputato a individuare sia i gruppi acquirenti in Italia e Olanda sia i gruppi fornitori nei Paesi produttori. Quest’ultimo, peraltro, veniva nel frattempo raggiunto da un mandato di arresto europeo emesso il 17 settembre 2007 dalle autorità spagnole dopo una condanna a 13 anni di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti, eseguito il 22 aprile 2012 a Desenzano su attivazione dei carabinieri locali. In Perù il referente dell’organizzazione era il genovese Mauro Cao che abitava stabilmente con l’incarico anche della supervisione sulle spedizioni della cocaina dai diversi porti sudamericani. In tale ambito, le indagini hanno consentito di promuovere ulteriori interventi di riscontro e in particolare:

– il 28 dicembre 2012 a Genova il sequestro di 22 kg circa di hashish e l’arresto di due indagati facenti parte del gruppo acquirente, eseguito dall’Arma locale;
– il 4 aprile 2012 il sequestro di circa 6 kg di cocaina occultata in un pacco postale, intercettato all’aeroporto di Milano Malpensa dal personale dell’ufficio doganale locale;
– il 6 giugno 2012 il sequestro di circa 12 kg di cocaina in un container proveniente dal porto di Caucedo (Repubblica Dominicana) e appena sbarcato a Genova Voltri, eseguito dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Genova nel corso di un’ispezione sanitaria.