BRESCIA – Corso di antropologia culturale in Colori e Sapori

0

Il circolo “Arci Colori e Sapori” organizza nella propria sede, in via Risorgimento a Brescia, un Corso di introduzione all’antropologia culturale che prenderà il via giovedì 7 marzo. E’ una delle discipline che nel tempo presente riesce a fornire le analisi più efficaci dei processi sociali e culturali che stiamo attraversando  e che in termini molto generali sono considerati cause ed effetti della “globalizzazione”. In realtà si tratta di uno sguardo sul mondo che ha radici molto lontane nel tempo. Dal Settecento fino alla metà del secolo precedente gli antropologi si sono affiancati agli esploratori, ai missionari, ai mercanti per scoprire e studiare società e civiltà non europee, oppure di tipo contadino e rurale.

AntropologiaBasti ricordare i profondi e complessi studi dell’antropologo Ernesto de Martino nel sud d’Italia, dedicati all’analisi delle pratiche religiose e magiche, come per esempio l’etnografia dei tarantolati o delle pratiche di stregoneria negli anni Cinquanta. Con lo sviluppo dei processi di globalizzazione anche il ruolo e i contenuti della disciplina sono cambiati. Il metodo di ricerca è rimasto nella sua essenza lo stesso di quello praticato da Levi Strauss e Malinowskj, ovvero la pratica dell’etnografia. Etnografia significa andare direttamente sul terreno in cui è situato l’oggetto di studio dell’antropologo. Riti religiosi, costruzione dell’identità culturale, strutture di parentela, sistemi di potere politico, tradizioni popolari, analisi del concetto di cultura e ruolo della lingua restano i temi di sempre dell’antropologia, ma sono cambiati i luoghi e i tempi.

L’antropologo negli ultimi trent’anni però è “ritornato a casa”. Ha lasciato le foreste amazzoniche, le isole del Pacifico, i deserti africani e ha scelto come terreno di studio le aree metropolitane occidentali, sottoposte a fenomeni di trasformazione culturale e sociale impensabili fino agli anni Sessanta del ‘900. L’area della provincia di Brescia è un esempio straordinario di questa trasformazione sul piano sociale e urbanistico. Pensiamo al fenomeno migratorio che ha trasformato il centro storico e i paesi delle valli e della bassa, oppure i piani di ristrutturazione cittadina che, dove una volta viveva e produceva la classe operaia, oggi ha collocato i grandi centri commerciali. L’antropologo oggi osserva questi cambiamenti. Vede come le trasformazioni sociali stanno modificando il senso di appartenenza alla comunità. Si interroga su come la globalizzazione ha ridefinito la questione dell’identità culturale. Per un antropologo oggi è molto più interessante, per capire che cosa è la cultura, chiedersi che cosa significa essere bresciano piuttosto che analizzare i riti di passaggio che caratterizzano mondi lontani.

E un tema ancora più interessante per un antropologo è chiedersi che cosa diventano quei riti di passaggio oppure quelle pratiche religiose così lontane e così esotiche quando arrivano, attraverso le diaspore migratorie, nei quartieri periferici di Brescia o nelle campagne tra Manerbio e Montirone? Per comprendere tutto questo si propone un corso introduttivo. Nelle prime due lezioni si cercherà di costruire un alfabeto concettuale dell’antropologia, successivamente saranno invitate due antropologhe che hanno lavorato sul campo e presenteranno le loro ricerche e infine si dedicheranno due lezioni all’antropologia applicata: la prima intorno al tema dell’identità culturale, attraverso la domanda che cosa significa oggi essere “bresciani”, e la seconda dedicata a un’antropologia dei fenomeni secessionisti che a partire da motivazioni “culturali” hanno assunto la forma politica delle “leghe”. Ecco le date del corso.

7 marzo – Le grandi teorie antropologiche del Novecento attraverso le vite degli antropologi tra foreste pluviali, stazioni metropolitane e accademie scientifiche. Da Frazer a  Marc Augeé alla ricerca del significato della parola “cultura” (prof. Marco Traversari);

14 marzo – Il lessico dell’antropologia, parole per capire meglio chi siamo… culturalmente parlando (prof. Marco Traversari);

21 marzo – Donne migranti prigioniere, lavoratrici, anonime. Etnografia degli spazi “segreganti” delle migranti. Una ricerca sul campo (prof.ssa Barbara Pinelli);

28 marzo – L’antropologia della parentela, attraverso la ricerca di un’antropologa sulle nuove forme di parentela nel mondo contemporaneo (prof.ssa Rossana di Silvio);

4 aprile – Antropologia della Lega Nord attraverso sogni e incubi secessionisti. Una ricerca sul campo dedicata all’ identità  culturale delle Lega Nord. Presentazione della ricerca etnografica (prof. Marco Traversari);

11 aprile – L’antropologia e il tema dell’identità culturale. Cosa significa essere bresciani, o italiani, o europei? (prof. Marco Traversari);

18 aprile – Antropologia del gioco (prof. Marco Dotti).

Il corso si svolgerà il giovedì dalle ore 18,30 alle 20. Ai partecipanti verranno fornite dispense e bibliografie. Il contributo richiesto per i sette incontri è di 35 euro. Per informazioni e iscrizioni si può contattare il 333.7951861 dalle 17 alle 19.