VILLANUOVA – “Radio dramma” e l’incontro con Giovanni Impastato

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Filippo Garlanda e Paola Cannizzaro, dell’Associazione di Promozione Sociale BELCAN di Gavardo, vogliono condividere con noi la storia di Giovanni Impastato, forse più noto come Peppino, il trentenne assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978: si tratta di un racconto a due voci, pianoforte e tamburo dal titolo “Radio Dramma”.

peppino impastato

Radio dramma proprio perché Peppino cercava di combattere la mafia attraverso Radio Aut: come si può vedere in fotografia, Peppino gridava l’ingiustizia, e lo faceva in piazza. Era uno che parlava, uno che parlava ad alta voce, perché tutti potessero sentire, ed attaccava don Tano Badalamenti.

Come si evince dal film “I cento passi”, di Marco Tullio Giordana, cento erano i passi che dividevano la casa degli Impastato da quella del boss mafioso, mandante del suo omicidio.

Al termine dello spettacolo avrà luogo un incontro con Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il quale da anni è audacemente impegnato nel diffondere la cultura della legalità.

Tra gli ospiti Fernando Scarlatta, autore del libro “Tentacoli: La criminalità mafiosa a Brescia”.

La serata vuole essere un atto d’amore verso una persona che ha lasciato alla storia una esemplare testimonianza di lotta contro la mafia.

L’appuntamento è per domani sera, venerdì 1 marzo 2013, alle ore 20:30 presso il teatro Corallo; l’ingresso è libero e informazioni e prenotazioni possono essere effettuate presso la Biblioteca, telefonando allo 0365371758, o i servizi sociali, allo 036531161, interno 8.

Dato lo spessore didattico educativo dell’iniziativa, il programma verrà poi riproposto alle scuole il 2 marzo, alle ore 10.

Vi congediamo proponendovi una poesia, di Peppino:

E venne da noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
nè fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.