DESENZANO – Il Teatro Alberti rischia di chiudere per i bilanci in rosso

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Il Teatro Alberti, alle cui dipendenze lavorano una quarantina di persone, rischia di chiudere i battenti, seguendo le stesse tragiche sorti di altri locali che hanno lasciato il segno in terra gardesana, come il Sesto Senso ed il Biblò. Questo è quanto emerge  dall’interrogazione presentata al presidente del Consiglio comunale dal consigliere Paolo Abate, che ha sottolineato la circostanza che sarebbero in pericolo ben 40 posti di lavoro, oltre all’indotto del locale. Dal suo canto Enrico Preziosi, il presidente della società Rep che gestisce da sette anni il famoso teatro cittadino, non smentisce le voci, ma al contrario conferma il disagio attraversato dall’attività nell’ultimo periodo. Un calo di lavoro e quindi degli utili inatteso, al quale però bisogna, in un modo o nell’altro, porre rimedio.

Desenzano Teatro
Il Teatro Alberti a Desenzano del Garda

Il teatro, che sorge nella centralissima via Santa Maria, in un primo momento era palcoscenico di spettacoli, poi, negli anni ’50, s’è trasformato in un cinematografo. Qualche anno dopo la chiusura, protrattasi fino a quando fra la proprietà e la società Teatro Alberti, ora Rep srl, è stata raggiunta un’intesa che ne ha determinato la rinascita, fino a far divenire il teatro uno dei luoghi cardine della ‘movida’ gardesana. Il teatro, restaurato circa 8 anni fa, è infatti divenuto nella parte alta ristorante ed in platea e sul palcoscenico luogo di spettacoli, musica, concerti live, intrattenimenti. Nonostante ciò, negli ultimi tempi la crisi: bilanci in passimo e dipendenti a rischio.

Preziosi, tuttavia, lancia una critica anche verso l’amministrazione comunale: “Questo è il rischio d’impresa – dice riferendosi alla situazione di bilancio -, ma se a ciò si aggiunge l’amministrazione, che ha un atteggiamento che prudenzialmente definisco riluttante nei nostri confronti, la situazione si fa difficile. Da mesi poi siamo oggetto di continui controlli, verbali, multe anche per questioni minimali. Abbiamo insonorizzato il locale, siamo pronti a fare gli eventuali ulteriori interventi necessari, facciamo di tutto per rispettare le regole. Se i clienti escono a ora tarda e parlano, oltre a invitarli al silenzio, cosa possiamo fare? Nei nostri confronti c’è, a mio avviso, un atteggiamento ostruttivo”.