MALCESINE – Accordo tra albergatori e Comune: no alla tassa di soggiorno

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Per la nuova stagione turistica, a Malcesine non ci sarà nessuna tassa di soggiorno. A differenza della maggior parte dei Comuni che si affacciano sulle rive del Garda, che hanno optato, seppur con alcune riserve iniziale, all’introduzione di questa nuova tassa, diversamente è stato deciso dall’amministrazione Benamati dopo un lungo e acceso confronto con gli albergatori. Il pericolo è stato scongiurato per la prossima stagione estiva ma il dibattito potrebbe riaprirsi in ottobre per le stagioni a venire.

Esigenza primaria del Comune di Malcesine è quella di ridurre i costi comunali e al tempo stesso trovare una soluzione in grado di rilanciare il turismo. Come riportato nel pezzo della collega Laura Zanella sull’Arena.it, il presidente dell’associazione albergatori melsinea, Franco Zanetti, ha per l’occasione sottolineato che con l’introduzione della tassa di soggiorno allontana il turista e ha proposto, per reperire fondi, di ricorrere ad una sorta di spending review comunale.

09_36_are_f1_541_resize_526_394Se la tassa di soggiormo venisse applicata, il Comune di Malcesine potrebbe raccogliere 600mila euro, ma gli albergatori hanno a gran voce sostenuto che la stessa stessa cifra potrebbe essere recuperata dalle entrate extratributarie già presenti. “Entrate al castello, matrimoni, plateatici, parcheggi demanio, multe – ha elencato Zanetti – introitano almeno 3 milioni di euro in più rispetto a Comuni non turistici, e almeno un milione di euro in più rispetto a comuni limitrofi quali Garda o Bardolino. Perché non recuperare in prima istanza da queste risorse? Ci è già stato richiesto uno sforzo ulteriore che pur compiamo volentieri a favore dell’ambiente con l’aumento della Tares del 30% da quest’anno – ha aggiunto il presidente Ama – non avremmo potuto pensare ad un’ulteriore tassa, comunicata a ridosso della stagione turistica con i listini prezzi ormai già confermati, e soprattutto sapendo che non sarebbe stata investita nel turismo ma solo per coprire i buchi in bilancio”.

Gli albergatori hanno inoltre lamentato troppi sprechi e sperano in politiche ‘ragionate’ che consentano un turismo competitivo sul mercato globalizzato. Dal suo canto, il sindaco Michele Benamati ha promesso che si impegnerà a effettuare tentativi per capire se la tassa di soggiorno può essere evitata, recuperando denaro da altre entrate, come Imu, manutenzioni, rivendita di servizi, parcheggi. “Inevitabilmente però si toglierà anche alla promozione – ha dettoil primo cittadino -: ci troveremo in bilancio 300mila euro a fronte dei 500mila euro dello scorso anno, ma se quest’estate non sarà tutto impeccabile in paese, non ci si venga poi a lamentare”.

In Comune si pensa anche di sopprimere o comunque modificare nelle funzioni l’ente di promozione ‘Malcesinepiù’ per il quale potrebbe essere ottimizzata l’efficacia. Malcesine, in realtà, condivideva con gli altri Comuni lacustri l’idea di applicare la tassa di soggiorno ma dopo l’ostruzionismo degli albergatori l’amministrazione ha fatto marcia indietro.