GARDA – Dopo 50 anni nuovo modello di gestione per il lago

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Una normativa che fra poco avrebbe compiuto 48 anni, finalmente sta per essere sostituita in quanto obsoleta: la società si evolve e sarebbe auspicabile che il progresso sociale fosse accompagnato da un progresso normativo, senza dover attendere consì tanti anni. Mi riferisco alla normativa relativa ai livelli e ai rilasci del lago di Garda, di recente aggiornata.

La norma attualmente in vigore, risalente al lontano 1965 e fissata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, è ormai stata superata, in quanto troppo rigida nella regolamentazione delle portate e, al contrario, troppo permissiva per la regolamentazione dei livelli. C’è dunque bisogno di intervenire sulla materia al fine di introdurre nuove regole: un nuovo modello di gestione è stato predisposto dall’Agenzia interregionale per il fiume Po in collaborazione con la Comunità del Garda ed è già stato approvato dalla Regione Veneto e si trova nell’agenda del Consiglio Regionale lombardo che sarà designato dalle prossime elezioni.

Garda livelli lacustriSecondo una nota tecnica diffusa dall’Aipo, il nuovo progetto consentirebbe di ridurre al minimo gli sprechi di acqua invernali con l’obiettivo di mantenere il più possibile costante il livello del lago di Garda. Nella proposta sono previsti minori livelli massimi del lago per prevenire rischi di allagamenti o danni da moto ondoso nei paesi rivieraschi, e maggiori livelli minimi per scongiurare problemi alla navigazione dei traghetti, evitare l’emersione di condutture fognarie e permettere una migliore gestione degli habitat naturali del bacino bresciano.

Le novità inserite nel programma consentirebbero anche di evitare che le spiagge possano trovarsi sommerse da alghe. Per quel che concerne poi le coltivazioni agricole, queste ultime potranno godere di una migliore distribuzione delle portate di acqua rilasciate dal sostegno a Ponti sul Mincio, più concentrate nel periodo irriguo e meno dilazionate nel resto dell’anno. In modo particolare, è stato proposto un incremento della portata nel mese di aprile, quando le colture iniziano a necessitare di una maggiore quantità di acqua, ed una chiusura anticipata della stagione irrigua, prevista per inizio settembre, oltre ad una diminuzione della portata nei mesi invernali.

Il modello proposto dall’Aipo prevede una ‘gestione normale’ quando i livelli sono accettabili, ovvero superiori a 28 cm e inferiori a 117 cm, mentre quando tali livelli vengono superati dovrebbe scattare la ‘gestione di attenzione’. È prevista poi una terza modalità, quella ‘di emergenza’, che dovrebbe subentrare nel caso in cui il lago dovesse scendere al di sotto dei 20 cm oppure salire oltre i 125 cm sullo zero idrometrico.