ERBUSCO – Ecco il progetto di monitoraggio nazionale

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“Dai dati emersi possiamo dire che la vitivinicoltura nel suo insieme contribuisce a ridurre l’impatto sull’ambiente provocato da numerose attività produttive, in termini di emissioni di gas serra. Attraverso questo progetto confermiamo la sensibilità e l’impegno da parte delle aziende vitivinicole franciacortine alla razionalizzazione dei processi produttivi, orientati alla sostenibilità ambientale ed economica, oltre all’attivazione di programmi di miglioramento che possano accrescere la credibilità e l’autorevolezza del sistema Franciacorta presso i consumatori”.

Con queste parole, venerdì mattina, 22 febbraio, a Erbusco, Maurizio Zanella, Presidente del Consorzio Franciacorta ha parlato del progetto monitoraggio nazionale condotto a livello territoriale proprio in Franciacorta.erbusco 2

Si tratta di un programma che intende ridurre  le emissioni di gas serra.
Obiettivo del programma, denominato Ita.Ca è quello di ottenere un bilancio che tenga conto anche dell’effetto virtuoso della fotosintesi di un contesto viticolo che sottrae l’anidride carbonica dall’atmosfera per fissarla nella Sostanza Organica al suolo e nelle strutture legnose permanenti.  Più carbonio viene bloccato permanentemente nel suolo sotto forma di sostanza organica , meno ne rimane in atmosfera sotto forma dei principali gas ad effetto serra. Il lavoro degli agronomi Sata ha preso in esame anche la valutazione dei consumi idrici che, pur non avendo relazioni con le emissioni di gas a effetto serra (GHG), rappresentano un fondamento della sostenibilità.

Pierluigi Donna, SATA studio agronomico, è intervenuto e si è dedicato  all’illustrazione dei risultati ottenuti dal metodo Ita.Ca®, il primo calcolatore italiano di emissioni specifico per la filiera vitivinicola, condiviso a livello internazionale. In merito a questo punto ha dichiarato: “Il Consorzio Franciacorta è stato il primo e unico in Italia ad essere rappresentato da un monitoraggio delle emissioni di gas serra a livello territoriale  con una rappresentatività superiore a quanto realizzato anche in altri Paesi. L’analisi, infatti, ha preso in esame oltre venti realtà produttive, 1.500 ettari di superficie vitata, pari a circa il 60% di tutta la DOCG”.

La prima parte del programma prevede metodi di approccio sostenibile alle tecniche vitivinicole con programmi di studio e di autovalutazione orientati ad aziende motivate, per interpretare i dati, comprendere e valutare i punti di forza o di debolezza in ogni fase della filiera, se essi sono di tipo organizzativo, tecnico, qualitativo, e qual è il livello d’impatto sull’ambiente, e da cui impostare un percorso di miglioramento di anno in anno.

Di questo aspetto se ne è occupato Leonardo Valenti, del Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali, Università degli Studi di Milano. Concentrandosi sul nostro territorio, si è discusso del fatto che “Secondo le indagini effettuate i modelli viticoli franciacortini possono immobilizzare almeno 15 tonnellate per ettaro di CO2 all’anno. Considerando la media delle emissioni è possibile stimare, per la. Franciacorta, un credito di quasi 12 tonnellate/ettaro per anno relativi alla sola attività di campo. In considerazione delle attività di cantina e dell’interazione con quelle della viticoltura, all’inizio del 2011 con le aziende e il Consorzio Franciacorta fissammo come obiettivo minimo raggiungibile nel primo quinquennio una riduzione di emissioni pari a 1200 tonnellate di CO2 equivalenti”.

Al tavolo dei relatori il gruppo di studio (SATA studio agronomico e D.I.S.A.A. – Università di Milano), che hanno ideato il modello di calcolo delle emissioni Ita.Ca® (Italian wine carbon calculator), e i ricercatori Andrea Pitacco dell’Università degli Studio di Padova e Angelo Cichelli dell’Università d’Annunzio Chieti-Pescara coordinati da un moderatore d’eccezione, il geologo e primo ricercatore CRN, Mario Tozzi.