RIVA DEL GARDA – Crisi delle Cartiere: “La situazione è drammatica”

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“La situazione è drammatica. Non solo per Cartiere del Garda ma per tutto il Gruppo Lecta”. Nei giorni scorsi, attraverso il suo amministratore delegato e ambasciatore del Gruppo Lecta Andrea Minguzzi, l’azienda rivana ha lanciato questo messaggio sofferto e sconcertante: un’azienda che costituisce un vero e proprio colosso della carta, alle cui dipendenze lavorano oltre 500 dipendenti, si trova in una profonda crisi. Una realà industriale tra le più importanti di tutto il Trentino Alto Adige registra un inizio 2013 con dati tutt’altro che incoraggianti-

Riva Cartiere
Le Cartiere del Garda

La crisi morde, soprattutto nel settore della carta, e le auspicate riprese sembrano non incontrare alcun concreto riscontro. Così, le Cartiere del Garda hanno deciso per uno stop forzato dei dipendenti alcuni weekend di febbraio ma anche alcuni di marzo e con tutta probabilità questo trend di due stop mensili proseguirà fino al mese di giugno. Il malcontento dilaga non solo tra i vertici dell’azienda, ma anche tra i dipendenti, accomunati da una stessa speranza, quella cioè che i consumi possano riprendersi, che l’economia possa rianimarsi al punto da svuotare i magazzini e riportare la produzione a pieno regime. A preoccupare i dipendenti è soprattutto la già ventilata possibilità di ricorrere allo strumento della cassa integrazione.

Nei giorni scorsi, nel corso dell’incontro con l’Rsu, l’amministratore delegato Andrea Minguzzi ha snocciolato un po’ di numeri: per periodo dal 2007 al 2012 la domanda complessiva è calata del 25% e le previsioni per il 2013 parlano di una produzione di 8 milioni e 140 tonnellate contro una richiesta di circa 6 milioni di tonnellate. In altre parole, costi altissimi per l’azienda, ai quali non si collegano nel corso dell’esercizio i relativi ricavi e meno lavoro per i dipendenti.

La produzione, quindi, ond’evitare il rischio di una dose massiccia di invenduto, deve essere ridotta e ricalibrata sulla domanda, i magazzini devono essere svuotati. Anche i costi, ha concluso l’amministratore delegato, devono essere ridotti all’osso, soprattutto quelli per l’energia, ma anche quelli per le materie prime, che però sono difficili da tagliare. Per intervenire sulla riduzione dei costi in modo immediato e diretto, dunque, non resta che dare un colpo di forbile ai costi personale e della forza lavoro.

I vertici di Cartiere del Garda spa e di Lecta Group, che stanno elabrando una proposta, si sono presi un po’ di tempo prima di giungere al testo definitivo da sottoporre all’attenzione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, che rimangono col fiato sospeso.