CASTELNUOVO – La crisi di Gardaland: 37 dipendenti in cassa integrazione

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Gardaland ha deciso: cassa integrazione per tre mesi. 37 dei 65 dipendenti in esubero saranno coinvolti e per loro verrà attivata la procedura della mobilità. Il più importante dei Parchi divertimento italiani sente la crisi e ricorre quindi a tagli del personale per abbattere i costi.

Nonostante una richiesta in tal senso formulata dai rappresentanti sindacali, i dirigenti di Gardaland hanno deciso di non fare marcia indietro sull’idea della mobilità. Dei 65 dipendenti in esubero, la mobilità ne interesserà solo una parte perchè gli altri hanno accettato la proposta dell’azienda di dare le dimissioni volontarie in cambio di un incentivo.

Inps
Si apre l’orizzonte della CIG per 37 dipendenti di Gardaland

Altri dipendenti hanno poi visto mutare il loro contratto di lavoro: alcuni di loro saranno riutilizzati in altri ambiti, mentre alcune posizioni sono state congelate e altre sono ancora in fase di valutazione. Infine c’è un gruppo di lavoratori che verrà materialmente trasferito alle dipendenze di un fornitore di servizi al Parco, una sorta di procedimento di terzializzazione che ha suscitato lo scontento delle forze sindacali, visto che in nessun modo può essere garantita la continuità del rapporto di fornitura di servizi tra tale azienda e Gardaland stesso.

Gli esponenti sindacali hanno espresso rammarico per la scelta effettuata dai vertici di Gardaland, definendola una “scelta unilaterale”: “ Incontreremo tutti i lavoratori coinvolti, quelli in cassa integrazione e gli altri, e con loro valuteremo le eventuali iniziative da intraprendere, sia adesso che in prospettiva, anche alla luce dei passi successivi che farà l’azienda”, ha detto Riccardo Consolati della Cgil.