SIRMIONE – Siglato il patto per la macroregione del Nord

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I Governatori di Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia si sono riuniti in una tavola rotonda con Roberto Maroni, candidato al Pirellone, per firmare l’intesa del ‘comparto Nord’.
A rompere il ghiaccio è stato il primo cittadino di Sirmione, Alessandro Mattinzoli, nella veste non solo di sindaco gardesano ma anche di segretario provinciale del PDL. “Sirmione è al centro, punto nevralgico e cerniera delle regioni del Nord – ha detto Mattinzoli -. Il patto servirà a preservare anche le nostre specialità…”. Il patto di solidarietà territoriale firmato da Maroni, Luca Zaia, Roberto Cota e Renzo Tondo mira, infatti, a tali obiettivi.

“Questo è lo scopo: avere più forza negoziale con il governo – ha detto Roberto Maroni -. Se una Regione ha un problema, diventa il problema di tutti. Dobbiamo preservare il nostro tessuto economico sulla base di rapporti di amicizia con la forza del Nord”. Il progetto di Sirmione si delinea “nell’ottica della programmazione comunitaria al 2014 – ha spiegato Maroni -, vogliamo farci sindacato del territorio”.

Sirmione Maroni Gelmini
Il saluto tra Roberto Maroni e Maria Stella Gelmini

All’incontro, tenutosi presso Grand Hotel Terme, erano presenti anche altri importanti esponenti del centrodestra, come l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e i sindaci di Verona e Pavia, Flavio Tosi e Alessandro Cattaneo. “Non sono ancora governatore, ma mi porto avanti con il lavoro – ha spiegato Maroni -. La macroregione fa parte del progetto fondamentale per rendere i territori competitivi nel negoziato con Roma, qualunque sarà il governo, e con Bruxelles sulla valorizzazione del territorio, la possibilità di trattenere le tasse che noi paghiamo, e aiutare imprese e famiglie. La dimensione della macroregione è una nostra idea, un nostro progetto, solo noi ne parliamo, è il futuro del progetto politico del Nord”.

Mariastella Gelmini, nell’intervento di chiusura dell’incontro, ha aggiunto: “Il Pdl sostiene il progetto della Lega della macroregione. I nostri detrattori rappresentano la macroregione come un elemento divisivo, ma noi pensiamo che da qui possa nascere la possibilità per rilanciare l’economia dell’Italia”.

Una alleanza di ferro dunque per contrastare Mario Monti e Pier Luigi Bersani, da Maroni equiparato scherzosamente a Gargamella. “Oggi Monti ha detto che i populisti e i pifferai magici non devono governare – Ha detto Maroni -. Immagino che i populisti siamo noi e i pifferai magici quelli del Pdl e allora stiamo al gioco: io dico che non devono governare i Gargamella che sono Monti e Bersani”.

In tale prospettiva la macroregione sarà la prima tessera del nuovo mosaico europeo, dell’Europa delle Regioni e dei popoli: “Ed ha una dimensione tale che è in grado di battere i pugni sul tavolo, qualunque governo ci sia a Roma deve passare di qua. Non può più seguire la strategia del ‘divide et impera’. Roma vince perchè divide la Lombardia dal Veneto, il Piemonte dalle altre Regioni. L’unione delle Regioni darà una forza tale da fare un vero super governo del Nord, che tratterà alla pari con quello di Roma”.

Il presidente del Piemonte, Roberto Cota, ha aggiunto: “La Macroregione del Nord guarda al futuro. In Europa si parla da tempo di macroregioni, anche transfrontaliere. Oggi abbiamo sottoscritto una forma di cooperazione che riguarda tutto il sistema degli enti locali. Infatti tanti sindaci ci hanno incoraggiato a procedere in questa direzione. Invito chi ha patenti di europeismo a documentarsi prima di parlare. Un’Europa moderna sarà sempre di più un’Europa dei territori omogenei. E l’unico modo per fare oggi una seria riforma fiscale che abbassi le tasse sul lavoro e sulle imprese è quello di smetterla di regalare a Roma i nostri soldi, per questo non diciamo di tenere tutto, ma almeno il 75% delle tasse deve restare sul territorio”.

Dal suo canto Luca Zaia ha rilanciato lo slogan da prima Lega: “Io lo firmo come ‘patto d’attacco’ e vorrei vederci scritto anche il sottotitolo ‘Basta Roma, basta sud’. E cito anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale sostenne che il federalismo non è più una scelta, ma un’assunzione di responsabilità. Da quando il governo Monti ha bloccato il federalismo fiscale questa è la via d’uscita: fare blocco insieme a Lombardia, Piemonte e Friuli per darci più voce».

Poi il turno di Renzo Tondo: “È un progettp fortemente europeista, noi non siamo contro l’Europa, ma per un’Europa più moderna. Se non facciamo ripartire l’economia del Nord, il Paese si ferma”.

L’incontro si è poi concluso con applausi e strette di mano. Il Nord del centrodestra, dunque, ha un nuovo patto sociale: il ‘patto di Sirmione’.

1 Commento

  1. INCAPACITÀ E ASTIO (Culturale ?)
    Più volte, su World Press International24, ho scritto dei leghisti, delle loro offese gratuite verso i meridionali e della loro dichiarata insofferenza, senza mai però aderire al loro antistorico ideale secessionista, che puzza di “incapacità a risolvere i problemi della Nazione” e di grande egoismo di “scadente marca campanilistica” (tra l’altro… vogliono il 75%…!).

    Dimenticano che non c’è un solo comune del Sud (dicasi uno…) che non abbia il suo bravo monumento ai caduti nella guerra che, nel 1915-18, i meridionali sono andati a combattere, nelle allora lontanissime lande Carsiche, per loro, per liberali, irrorando quelle terre del proprio sangue.

    Adesso ci hanno messo con le spalle al muro: siamo obbligati a creare la “Macroregione Magna Graecia”.

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