Newgen Voice – La caduta dei campioni, la causa si chiama Doping

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Non è facile accettare una situazione di questo genere, ma purtroppo bisogna farlo e sperare che le cose possano migliorare nel futuro. Ormai, uno dopo l’altro, stanno venendo a galla tutti gli atleti e campioni sportivi che per vincere hanno fatto uso di sostanze illegali e dopanti.

imageslokPer un appassionato di sport sembra incredibile pensare a tutto il marcio emerso da questo mondo, dove campioni osannati da milioni di fan non sono altro che un bluff. Presi come esempio da giovani aspiranti atleti, oppure solamente da piccoli bambini e ragazzi che sognano, hanno demolito tutto quello che erano riusciti a costruire, anche se, per dirla tutta, il loro era solo un castello di cartone. Sì, perché vincere irregolarmente, non è vincere, ma è una doppia sconfitta, sia sportivamente, sia moralmente. Rimane da pensare che, arrivati a certi livelli, non basti più cercare di vincere con le proprie sole forze, ma si cerchi qualunque metodo per arrivare in vetta.

Una persona senza un forte spirito può cadere facilmente in questo abisso, meglio ancora se circondato da persone, diciamo, negative, che lo spingono nella direzione sbagliata, ad esempio promettendo mari e monti, non tenendo conto delle possibili gravi conseguenze. Molti sono gli sport chiamati in causa: calcio, tennis, atletica (come dimenticare il caso di Alex Schwazer), ma soprattutto il ciclismo, nel quale stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione. Basti pensare ai casi di Ivan Basso, Alberto Contador, e il più recente ed eclatante, di Lance Armstrong, il quale ha ammesso di aver fatto uso di sostanze dopanti dal 1998. E’ incredibile come, nel corso di tutti questi anni, nessuno sia mai riuscito a trovare una irregolarità nei test effettuati sul ciclista americano.

Dopo aver sconfitto il cancro, dopo ben sette Tour de France vinti consecutivamente, Armstrong era divenuto una semi divinità in Terra, coinvolgendo e avvicinando milioni di persone al suo sport. Forse proprio per questo non si è mai pensato male, la favola sportiva di questo atleta era troppo bella per essere rovinata. Non bisogna dimenticare tutto quello che sta dietro ad una situazione del genere: immagine del ciclismo, denaro, contratti multimilionari, ecc… In un’intervista recente Roger Federer ha dichiarato che Armstrong dovrebbe restituire tutti i trofei vinti, ma anche tutti i soldi guadagnati in carriera. Considerazione più che giusta, che io estenderei anche a tutte le persone che sono state al suo fianco, arricchendosi incredibilmente, essendo a conoscenza delle pratiche dopanti che utilizzava.

Purtroppo però la questione non è finita qui, infatti molti altri atleti sembrano essere invischiati in questa deprecabile pratica. Attenzione anche nel mondo del tennis, dove molti dubbi sono stati messi in luce da alcuni tennisti ed ex tennisti. Roger Federer e Rafael Nadal hanno di recente ammesso la necessità di maggiori controlli anti-doping e dell’utilizzo del passaporto biologico, in modo da poter monitorare con maggiore rigore e precisione i giocatori. Personalmente sono rimasto molto deluso da questa situazione nel mondo sportivo, perché anche se prima si poteva avere il sospetto di tutto ciò, rimaneva la speranza che fosse solo immaginazione. E’ anche vero che non bisogna abbattersi definitivamente, perché di atleti e campioni onesti ne esistono ancora. Bisogna solo sperare che la giustizia riesca a dividerli da quelli falsi.