GUSSAGO – “Aree Suardi”: il Comune verso il ricorso al Consiglio di Stato

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“Il tribunale ha chiuso la pratica senza escludere nessuno dalle proprie colpe, ha annullato l’ordinanza comunale che aveva chiesto alle tre aziende di mettere in sicurezza e di bonificare i siti inquinati.
Le tre fabbriche non hanno più l’obbligo imposto dall’ordinanza del Comune, ma ha anche ricordato le dichiarazioni rassicuranti di «Metra», «Orizio Paolo» e «Danieli», che figurano nelle carte del processo, ovvero di avere presentato tra il 2006 e il 2007 il progetto di messa in sicurezza dei terreni inquinati e di averlo attuato”.gussago

Con queste parole in un articolo del 13 febbraio si annunciava la chiusura della pratica “Aree Suardi”.
Ora il Comune sta valutando di ricorrere al Consiglio di Stato e di convocare la Conferenza di Servizi.

Il tribunale ha infatti annullato la nota del 2011 con la quale, confermando un’ordinanza del 2005, il Comune aveva richiesto di bonificare l’area ubicata sul confine con Castegnato e Rodengo Saiano a tre aziende di Rodengo Saiano, Metra Spa, Orizio Paolo Spa e Danieli & Co. Officine meccaniche spa.

Ripercorrendo l’iter della storia tra il Comune di Gussago e le tre aziende il Sindaco ricorda: “Nel 2003, già sindaco del paese dal 1999 al 2009, nell’ambito di un processo civile tra i proprietari del terreno e le aziende in primo grado il tribunale aveva attribuito alle ditte la responsabilità dell’inquinamento.

Nel 2005 il Comune, attraverso un’ordinanza, aveva quindi intimato alle aziende di ottemperare al risanamento. In quella fase era stata indetta anche una Conferenza di servizi. E le aziende erano ricorse al Tar contro il Comune per chiedere la sospensiva dell’ordinanza: il Tar e poi il Consiglio di Stato nel 2006 avevano respinto tale richiesta. Quattro anni dopo però, nel 2010, in appello la sentenza era stata ribaltata: secondo i giudici non era possibile provare la responsabilità delle aziende. A quel punto il Comune (guidato dalla precedente Amministrazione, ndr), sentito il parere di tutti gli enti coinvolti nella Conferenza di servizi, scelse di andare avanti: l’obiettivo era, ed è ancora, la bonifica dell’area”.