BRESCIA – I consumatori attaccano la campagna elettorale

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Abbiamo assistito ad una campagna elettorale intrisa di menzogne e di mezze verità. Soprattutto in tema di tasse. Un tema sensibile ai cittadini-consumatori; più facilmente ingannabili in un periodo di crisi economica e di portafogli vuoti. Ecco perché – si legge in una nota diffusa dalla Federconsumatori di Brescia – quasi tutti le sparano grosse per conquistare voti; ma in ogni Paese con un alto livello di civiltà e di democrazia che vuole mantenere socialità, sanità, scuole e investimenti per la futura crescita economica, la tassazione non può che rimanere elevata.

FederconsumatoriVedasi l’esempio, a mio avviso da imitare, dei Paesi scandinavi, dove la spesa sociale è ben più di un terzo dell’intero prodotto interno lordo. Per la verità le tasse potrebbero calare per chi le paga onestamente (purtroppo solo il 70% circa dei cittadini), ma a condizione che il futuro Governo le faccia pagare a quel 30% di evasori e elusori che non le paga o che paga meno del dovuto. Ad avviso del sottoscritto  – continua il presidente dell’associazione Adriano Papa – anche l’Imu deve rimanere nelle sue caratteristiche fondamentali; devono semmai cambiare i pesi, le finalità e la destinazione dell’imposta. I principali cambiamenti da attuare sono:

– L’Imu deve divenire un’imposta a totale beneficio dei Comuni, naturalmente rivedendo i trasferimenti dello Stato;
– I Comuni devono dichiarare preventivamente gli scopi e gli obiettivi da raggiungere con il gettito dell’imposta;
– Così facendo, i Comuni sono più responsabilizzati e possono istituire maggiori deduzioni sulla prima casa e in favore dei nuclei familiari più svantaggiati;
– Il gettito perso per favorire la prima casa e l’affitto agevolato si deve recuperare adeguando le rendite catastali sotto stimate ed equilibrando i valori catastali scandalosamente iniqui tra i vari territori del Paese;
– Poi, ma per primo, vi è il Catasto da riformare perchè provoca troppe iniquità. I valori catastali non corrispondono più ai valori di mercato. Il risultato è che spesso i contribuenti più ricchi vengono avvantaggiati. In attesa di un riassetto reale, uno dei correttivi applicabili potrebbe consistere nel determinare, in via provvisoria, la base imponibile degli immobili ai valori di mercato, utilizzando per ridurre le disparità i dati già a disposizione dell’Agenzia del Territorio.

Una riforma così si può fare in 6 mesi. Ma chi è interessato solo a spararle grosse non la farà mai.