GARDONE – “Treatro” e “Arca”, manifesto ai politici per la cultura

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“La società italiana si trova oggi di fronte a una duplice crisi: di legittimità politica da un lato, di sostenibilità economica dall’altro. La risposta adottata dagli amministratori pubblici si orienta sempre più su criteri di efficienza e risparmio che colpiscono pesantemente la spesa sociale e culturale, e che spesso offrono alla classe politica una giustificazione per il disimpegno nella promozione dei contenuti di qualità nella vita collettiva. È evidente, negli ultimi anni, un ripiegamento della politica verso valori individualistici e privatistici, economici nel senso di affidati al discrimine meramente mercantilistico su cui si basano le scelte in campo sociale e culturale”.

Cultura bene comuneInizia così il “Manifesto per la cultura come bene comune. Cultura, persone, territorio” promosso dall’associazione “Treatro – Terre di Confine” con la cooperativa “Arca” per i candidati regionali alle prossime elezioni, che è stato presentato questo pomeriggio nella sede dell'”Arca” in via XX settembre a Gardone e per il quale sarà aperta una raccolta firme. “Tuttavia, tale orientamento – quando non derivi da un preciso progetto di nuovo ordine sociale – nasconde una visione non sufficientemente lungimirante in cui appunto si predilige l’attenzione al dato economico e, meglio, meramente monetario, rispetto a quella di significato etico. In questo contesto, la cultura soffre di un’evidente svalutazione e di una progressiva marginalizzazione, in ragione del diffuso convincimento che essa sia per natura antieconomica, afferente ad una sfera dell’esperienza umana eccedente alle necessità dell’esistenza.

Tale orientamento non si dimostra in grado di cogliere l’elevato rischio di dispersione sia dei valori politici ed etici per i quali la parte migliore della società italiana ha lottato a partire già dall’epoca risorgimentale (la libertà di espressione, la solidarietà, la condivisione, la sussidiarietà, l’universalismo dei diritti), sia dei risultati raggiunti in campo culturale attraverso il lungo impegno di enti, intellettuali, artisti, associazioni. Al contrario – si legge ancora nel manifesto – è secondo noi indispensabile porsi in una prospettiva di più lungo temine, in grado di individuare nuovi obiettivi e attivare nuove strategie operative, tentando di utilizzare la contrazione economica come preziosa occasione per sperimentare percorsi evolutivi in grado di valorizzare eticamente la relazionalità che caratterizza il procedimento culturale. A tal fine ci sentiamo di dover ribadire lo statuto della Cultura come Bene Comune in quanto investimento nel pensiero e nella integrazione sociale, strumento di crescita personale e collettiva e, non da ultima, opportunità di dinamismo economico.

I punti del manifesto:

1- La cultura come bene comune;

2- Proposte per sostenere la cultura come bene comune: “La cultura: servizio, fondamentale per il benessere e la coesione sociale delle comunità al pari dei servizi di Welfare”; “La cultura: connessione alle conoscenze e alle competenze del territorio frutto dello specifico incrocio di culture e persone”; “La cultura: connessione con l’Europa e il mondo per promuovere nuove sostenibilità”;

3- Verso uno strumento operativo per la cultura come bene comune.