CASTELNUOVO – Gardaland fa retromarcia nel taglio dei dipendenti

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Nei giorni scorsi, nella sede scaligera dell’Associazione industriali, la proprietà di Gardaland ed i sindacati si sono incontrati per discutere sul tema degli esuberi e in modo particolare su quello della richiesta di apertura, da parte dell’azienda, della Cassa integrazione in deroga per un trimestre, da inizio febbraio fino a fine maggio. La Cig dovrebbe coinvolgere 37 dei 65 dipendenti, su un totale di 237, assunti a tempo indeterminato per il quali, lo scorso 9 novembre, era stata avviata la procedura di mobilità.

Gardaland esuberiDopo il mancato accordo dello scorso 25 gennaio, Gardaland sembra tornare sui suoi vecchi passi. In quell’occasione, infatti, Gardaland aveva annunciato la procedura di mobilità e aveva sostanzialmente aperto la strada ai licenziamenti. I sindacalisti avevano però lamentato la non disponibilità dell’azienda a percorrere strade alternative a mobilità e licenziamenti e, tra queste, la cassa integrazione in deroga (non prevista per il settore dell’intrattenimento) per sei mesi: ciò avrebbe permesso all’azienda di alleggerirsi del costo dei lavoratori che, però, nel contempo, avrebbero conservato il posto.

I sindacati avevano quindi chiesto di poter avere a propria disposizione un lasso di tempo utile a valutare con calma la questione, in attesa dei risultati dell’ormai prossima stagione turistica. Da parte sua, Gardaland aveva invece difeso la propria posizione “di offrire a tutti lavoratori in mobilità una concreta forma di salvaguardia lavorativa attraverso un incentivo economico, commisurato alle diverse condizioni di ogni lavoratore, e una ricollocazione nel proprio organico di personale stagionale”. Una proposta fatta “con il massimo senso di responsabilità”, ma che non aveva incontrato il consenso delle rappresentanze sindacali.

Nel nuovo incontro, dunque, è stata valutata la percorribilità della strada della cassa integrazione in deroga, pur con modalità differenti – sarà applicata solo a parte dei dipendenti, e solo per 3 mesi – rispetto a quella auspicata dai sindacati e non solo.

La vicenda, infatti, ha coinvolto anche il mondo della politica. L’assessore provinciale alle Attività produttive Fausto Sachetto ha rivolto all’azienda “l’invito, alla luce della delicatezza del momento, di non far partire le lettere di licenziamento se non dopo la stagione turistica… Licenziare adesso, con la possibilità di trovare una soluzione più concertata, non credo sia una buona cosa, nemmeno per la loro immagine”.

Il sindaco di Castelnuovo del Garda Maurizio Bernardi, dal suo canto, ha aggiunto: “Se Gardaland fosse stata ancora la realtà societaria di prima, con un azionariato legato al territorio, sarebbe stata trovata certamente una soluzione diversa”. Il primo cittadino di Peschiera Umberto Chincarini, invece, ha stanziato 30 mila euro, “messi a disposizione della Provincia per attivare corsi di formazione, nella speranza di accelerare il reinserimento nel mondo del lavoro dei dipendenti di Gardaland residenti a Peschiera che dovessero perdere il posto”.

Anche l’onorevole Giampaolo Fogliardi è intervenuto sulla questione per lamentare  “l’assenza della politica, che doveva essere interpellata perché stiamo parlando della più grossa azienda del turismo che abbiamo in Italia. Auspico un tavolo che metta a confronto tutte le realtà interessate per cercare di capire in concreto quali sono le programmazioni e le prospettive future di Gardaland”.