ARDESIO (BG) – Nuovo allestimento per il museo etnografico

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Sarà inaugurato sabato 16 febbraio alle ore 16,30 il nuovo allestimento del museo Etnografico dell’Alta Valseriana (MEtA) nella sede di Piazza Monte Grappa. Il Comune di Ardesio, in provincia di Bergamo, ha deciso di riportare agli antichi splendori e di dare nuova luce al museo, individuando risorse economiche ad hoc e affidando il nuovo allestimento alla “Cooperativa Verde – sezione culturale Artelier”. Il nome del museo viene quindi coniato nuovamente, individuato in “MEtA” (Museo Etnografico Alta Valle Seriana). Parallelamente viene ideato il nuovo logo e programmati i laboratori didattici per le scuole.

Museo etnografico ArdesioIl Museo

Il museo è stato costituito con la delibera n.31 del 25 aprile 1982. La prima iniziativa programmata risale al dicembre 1982, una mostra di antiche fotografie dal tema “L’uomo e l’ambiente in alta valle Seriana” oltre a una pubblicazione con lo stesso titolo a cura di Pino Cappellini, giornalista dell’Eco di Bergamo. Una seconda mostra, dedicata alle miniere e ai minatori dell’alta valle, ha poi consentito di raccogliere materiale e documenti utilizzati successivamente per l’allestimento di un’apposita sezione del museo. Nell’ambito delle iniziative proposte si annovera il convegno svoltosi nella sala consiliare del Comune di Ardesio il 9 giugno 1984 sul tema delle miniere della valle. L’incontro ha visto la partecipazione di tecnici, studiosi e varie personalità tra cui Galli, assessore alla Cultura della Regione Lombardia.

Il museo in origine trovò la sua collocazione nella Piazza del Santuario, nell’antico edificio ristrutturato chiamato “casa del pellegrino”, in comodato d’uso dalla Parrocchia San Giorgio Martire di Ardesio. I principali fautori del museo sono stati: il sindaco Guido Fornoni, l’assessore alla Cultura Elisabetta Fornoni, il geologo Daniele Ravagnani che diresse il museo dalla nascita fino al 1995, Luigi Furia di Gorno, Giampietro Olivari, il sindaco Attilio Bigoni e molti altri. Un ricordo particolare va alla signora Claudia Zucchelli. Luigi Furia, oltre che occuparsi degli allestimenti, curò le prime pubblicazioni: “Miniere e minatori, Filatura e tessitura d’altri tempi” e “I Carbonai e i Boscaioli”.

L’allestimento e la pubblicazione della quinta e sesta sezione, chiamate “La casa Rurale” ambientata nell’antico edificio di via Tasso e “La calchera” antico processo di produzione della calce, allestito nel parco fluviale (museo diffuso), sono state attuate dall’allora sindaco Guido Fornoni con la collaborazione del prof. Angelo Pasini (in seguito curatore del Museo) e del prof. Martino Bana. Sono decine, forse centinaia, le persone che hanno contribuito alla costruzione del museo tramite la donazione di oggetti e collaborando all’allestimento. La provenienza della collezione è stata reperita per la maggior parte nei comuni dell’alta Valseriana e Val di Scalve, tramite recupero di pezzi da più campagne di ricerca.

Significativa la raccolta sulle miniere da parte del prof. Luigi Furia e l’acquisizione dell’ufficio tecnico delle miniere della valle del Riso da parte del dott. Ravagnani. Si sono avvicendati nella direzione del museo il dott. Daniele Ravagnani dall’istituzione al 1995, dal 1995 al 2004 la direzione venne affidata all’associazione Ardes con responsabile il proprio presidente pro tempore Angelo Pasini, dal 2004 il Comune ha ancora incaricato quale conservatore il prof. Pasini e dal 2010 il conservatore è Fabrizio Zucchelli.