APRICA – “Festa par i sciori” e “Sunà da Mars”, due tradizioni storiche

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Nonostante i tempi non proprio di opulenza, il Comune di Aprica tramite l’assessorato al Turismo condotto da Bruno Corvi e la collaborazione dei suoi abitanti riuniti in associazioni, propone anche quest’anno, tra le altre, due delle manifestazioni più entusiasmanti e gradite dagli ospiti.

La festa di Sciori
La festa di Sciori

Giovedì 14 febbraio si terrà, infatti, l’ottava edizione della “Festa par i Sciori”, letteralmente “Festa per i Signori”, com’erano definiti un tempo i turisti. San Pietro vestita a festa, coi suoi contradaioli in costume locale, accoglie tutti gli ospiti della località tra i vicoli della storica contrada, mostrando i mestieri e gli attrezzi di una volta, così come la lavorazione e la produzione di oggetti artigianali, offrendo in più la degustazione di alcuni piatti tipici e rustiche leccornie (dal pan vì allo zucchero candito, dal vin brulé alla polenta taragna).

Sunà da Mars
Sunà da Mars

Appuntamento dalle ore 20,30 in contrada San Pietro, sotto la chiesa dei patroni Santi Pietro e Paolo. Giovedì 28 febbraio, invece, rivivrà “Sunà da Mars” (letteralmente suonare a marzo), una delle più antiche e sentite tradizioni di Aprica. Quando la località era solo una realtà contadina e il turismo ancora non rendeva la neve una benedizione del cielo, si usava svegliare la primavera con il suono dei campanacci. La tradizione non si è mai perduta: tutti gli anni, l’ultimo giorno di febbraio, dalle diverse contrade (San Pietro, Dosso, Mavigna, Santa Maria, Liscidini e Liscedo) gli abitanti percorrono le vie del paese con le cosiddette bronse e i sampogn (i campanacci, appunto) affinché il loro suono risvegli la terra e la natura riprenda il suo corso.

La manifestazione si concluderà in Piazza del Palabione, dove i partecipanti al corteo possono cibarsi in compagnia del mach, un sostanzioso spuntino fatto di polenta, formaggio e salsiccia. Dalle 20,30 nelle diverse contrade. Da non dimenticare, mercoledì 27 sera, sulla piazzetta del sagrato di San Pietro, la benedizione della farina, dell’acqua, del sale e del vino da parte del parroco don Augusto.