LAZISE – Torna il carnevale del “marciapié”. Due giorni di festa

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La tradizione risale al lontano 1979, quando un gruppo di originari iniziarono a raccontarsi la storia di Lazise e di ‘Marciapiè’, cioè di via Arco. Fu così che grazie a El Cesarin, El Nano Sucarin, El Nini Stradin, El Berto Rossetti, El Lino e Aldo Sifa, l’Amedea ed El Ponta, nacque ‘El carneval del Marciapiè’.

Martedì 12 febbraio cade il 34° anniversario  del Carnevale della Libera Contrà del Marciapiè: due giorni di festa in cui gli amini del Marciapiè eleggeranno i ‘tre omeni’ che dirigeranno per un intero anno la contrà. Le urne si apriranno proprio martedì 12 febbraio alle 13 ma gli stand enogastronomici saranno aperti fin dalle 11 per consentire al pubblico di degustare vino e vin brulè, ma anche gnocchi, pan e bondola, frittole e patate fritte, fino ad esaurimento.

Lazise carnevale
Il logo della manifestazione

Per questa edizione lo spazio del ‘carneval del marciapiè’ si è notevolmente allargato: da via Arco si estenderà fino a comprendere spazi sul lungolago Marconi. “Abbiamo deciso di spostare la festa sul lungolago per dare una ventata di freschezza e più spazio per gli avventori – ha detto El Capo Valar uscente, El Meci – e per collocare i castelli gonfiabili per i giochi ai bambini, ai quali verrà offerto a tutti lo zucchero filato”.

La festa riprenderà poi il giorno scuccessivo, mercoledì 13 febbraio, con la visita al Capo Valar da parte delle maschere locali, fra cui il Re del Goto di Colà ed il Papà del Gnoco. Le maschere faranno visita anche agli ospiti della casa di riposo per dedicare loro un momento di allegria e di spensieratezza. Nel pomeriggio ci sarà lo spoglio delle schede votate e l’investitura del nuovo Capo Valar con Quel da Re e Cagnol. Non mancherà la sfilata per le vie del paese con i carri allegorici accompagnati dai tamburini di Alpo di Villafranca.

La chiusura della festa è prevista alle ore 18,00 con il ritorno in via Arco e discorso del sindaco e del Papà del Gnoco. “Il carnevale è allestito e coordinato da volontari – ha spiegato El Meci- per fare festa insieme, continuare la tradizione locale, ma soprattutto ricordarsi anche di chi è stato meno fortunato e di chi soffre”. Il ricavato sarà destinato ad associazioni locali di volontariato.