BRESCIA – Emergenza casa, Cgil e Sunia attaccano il vice sindaco Rolfi

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A proposito dei problemi sulla casa e le molte famiglie sfrattate e costrette dalla crisi a vivere in situazioni di fortuna e di cui si è parlato in un incontro pubblico nei giorni scorsi, la Cgil di Brescia e il Sunia critica alcune affermazioni del vice sindaco di Brescia Fabio Rolfi. L’obiettivo proposto dalla Camera del Lavoro e dal Sunia di Brescia, cui orientare le risposte per affrontare l’attuale emergenza abitativa e il suo espandersi nell’aggravamento della crisi – si legge in una nota diffusa dai due sindacati – trova nelle dichiarazioni affidate ai quotidiani dal vicesindaco Rolfi risposte insufficienti e inefficienti, non al livello di responsabilità di una amministrazione comunale e della complessità da affrontare.

Imu casaQuesto livello chiederebbe al vicesindaco di spiegare non quello che il Comune ha già fatto, cosa che la Cgil ha riconosciuto pubblicamente o di limitarsi a ripetere che non ci sono più spazi e che i centri per l’emergenza sono tutti pieni, mentre si mantengono 188 alloggi sfitti della Tintoretto e si sono smontate le “casette” disponibili. Lo sforzo dovrebbe essere quello di anticipare quale direzione l’amministrazione di una importante città capoluogo come Brescia, intende percorrere per affrontare le sue sofferenze e per ricercare soluzioni alle centinaia che dormono sui treni o nei parcheggi della città, intorno alle case. Questo ci aspettiamo dal sindaco e dall’assessore alla Casa. A meno di non pensare, come sembra preferire il vicesindaco – continua la nota – a operazioni di ordine pubblico quali facili scorciatoie per non affrontare la complessità e l’urgenza posta dai bisogni sociali e abitativi emergenti, evitandosi la ricerca di possibili soluzioni positive.

Non solo per trovare la casa a chi è senza, questione che in questa città sta muovendo solidarietà e iniziativa, ma per affrontare i problemi senza abbandonarli all’esasperazione di chi li subisce o si trova, suo malgrado, a doverli affrontare. La separazione fra cittadini e migranti con conseguente discriminazione di questi ultimi ci pare ormai logora, considerando l’illegittimità ormai riconosciuta dalle tante sentenze in materia. Davanti ai problemi del nostro tempo, il  punto non è quello di guardare agli abitanti della città e ai loro problemi per individuare chi deve essere escluso e abbandonato; ma quello di governare la città, favorendo sviluppo sociale ed economico. Mettere all’opera la capacità di ricercare soluzioni alle situazioni di maggiore difficoltà – termina il comunicato – non solo produce benefici per la convivenza sociale, ma, più in generale, può riattivare dinamiche economiche positive in contrasto alla pesante crisi che stiamo attraversando. Fatti i dovuti conti potremmo anche scoprire che ci guadagnano i bilanci pubblici.