QUINZANO – Il sindaco Franzini, accusato di furto, contrattacca

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Avevamo già parlato, il mese scorso, del sindaco di Quinzano Maurizio Franzini, anzi, più che di lui, avevamo dato notizia dell’accusa di furto che gli era stata mossa, per aver dimenticato di pesare, e quindi di pagare dei kiwi in un supermercato.

foto_sindaco_franziniIl supermercato in questione, non ha sporto denuncia per l’accaduto, dato che, il reato non è stato commesso, ma nonostante questo, le opposizioni politiche hanno “messo alla gogna” il povero Franzini. Fortunatamente, in queste settimane, i cittadini di Quinzano si sono dimostrati vicini e solidali al loro sindaco.

Infatti, racconta Franzoni al Giornale di Brescia “All’inizio questa vicenda mi ha procurato una forte amarezza, in particolare quando mi sono visto esposto sui giornali con l’accusa di ingiuste responsabilità. Non riuscivo a capire per quale motivo venisse montato questo caso infondato nei miei confronti ma poi, considerando che non ho violato alcuna norma del codice di comportamento morale e tanto meno legale, mi sono convinto che tutta questa “messa in scena” scaturiva dal particolare momento politico che sta vivendo Quinzano”.

Nonostante la solidarietà dei cittadini e la sua consapevolezza di innocenza, il sindaco non ci sta, e continua “qualunque sia la ragione di quanto è successo, non permetterò a nessuno di intaccare la mia integrità personale e professionale, denunciando chi ha violato la legge a mio danno e chiedendo che coloro che mi hanno vilipeso vengano puniti con la massima fermezza per ristabilire il rispetto e la dignità che da sempre sono stati i valori in cui ho creduto e che sempre mi hanno accompagnato.Questo è lo sfogo di una persona ingiustamente accusata di un fatto non commesso e che, nonostante la mancanza di qualsiasi denuncia per tale fatto, è costretta a difendersi in questa caccia alle streghe. Spero, tuttavia, che queste dichiarazioni possano far riflettere tutti sull’opportunità di accusare superficialmente chiunque, anche considerando la mancanza di concreti strumenti di difesa a tutela della vittima predestinata”.