BRESCIA e TREVIGLIO – Due partite di futsal per "tornare" indietro nella storia

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Dopo l’epilogo dell’ultimo scontro diretto, molti hanno sottolineato che anche il futsal ora ha il suo “Italia-Germania”. Ormai è una classica del futsal internazionale. Più semplicemente, è Italia-Portogallo. E l’appuntamento di Treviglio (martedì 12 febbraio) e Brescia (mercoledì 13) rievocherà due grandi serate del recente passato. La storia di questa sfida non fa che sorridere alla Nazionale: in quindici precedenti gli azzurri non hanno mai perso, collezionando (nei tempi regolamentari) otto pareggi e sette vittorie.

L'esultanza a Zagabria
L’esultanza a Zagabria

Insomma, già solo a nominarli, i lusitani evocano soltanto dolci ricordi alla selezione guidata da Roberto Menichelli, ancor di più se si pensa alle ultime due sfide. Nelle quali l’Italia ha staccato il pass prima per la semifinale dell’Europeo in Croazia nel febbraio 2012, poi per la semifinale del Mondiale in Thailandia lo scorso novembre. Riavvolgiamo il nastro. Quella di Zagabria è una gara che rasenta la perfezione tattica da parte degli azzurri. Che dopo un primo tempo attento e guardingo – concluso sul pareggio a reti bianche -, colpiscono nella ripresa; già al primo minuto, in virtù dell’autorete di Arnaldo Pereira.

Al 5’, però, arriva il pareggio di Ricardinho, prima che Saad riporti di nuovo avanti l’Italia: gli azzurri difendono strenuamente la rete di vantaggio e, quando Jorge Braz inserisce il portiere di movimento, mettono il punto esclamativo con Patias che da metà campo infila la porta sguarnita per la rete che suggella la vittoria e, soprattutto, il passaggio del turno per il ritorno della Nazionale di Menichelli tra le prime quattro d’Europa. Un risultato che sarà ulteriormente migliorato nella finale per il terzo posto vinta contro la Croazia padrona di casa – dopo il ko in semifinale contro la Spagna – che permetterà agli azzurri di aggiudicarsi la medaglia di bronzo. Ma il meglio deve ancora venire…

Bangkok, 14 novembre 2012. Luogo e data, questi, che l’Italia del futsal terrà a lungo impressi scolpiti nella propria memoria. La squadra di Menichelli è ai quarti di finale della Coppa del Mondo; di fronte sempre loro, i portoghesi. La concentrazione è massima, il morale altissimo, eppure dopo appena un minuto gli avversari sono già in vantaggio; a infilare gli azzurri è ancora lui, Ricardinho, che colpisce di nuovo dopo 10’ e ancora dopo un altro giro di lancette. Senza pietà. Dopo undici minuti, la partita dell’Italia sembra già finita e con lei, inevitabilmente, anche il Mondiale. Con un piede e mezzo già sull’aereo di ritorno, gli azzurri non riescono nemmeno ad approfittare dell’espulsione di Cardinal per riaprire il discorso: sembra davvero un incubo.

All’intervallo il parziale resta impietoso, ma dagli spogliatoi torna una Nazionale azzurra trasformata, capace – di lì a poco – di centrare un’impresa in cui qualcuno, probabilmente, nemmeno sperava più. A ridare fiducia agli azzurri è Saad, che al 2’ trasforma il rigore del 3-1. Poi la partita si trasforma in una sfida personale tra i giocatori di Menichelli e André Sousa. Il portiere lusitano appare davvero in giornata di grazia, ma i suoi interventi sono efficaci fino a qualche minuto dalla fine. A 5’ dalla sirena il ct azzurro chiede il time-out per inserire Lima come portiere di movimento, tattica che mai come in quest’occasione darà i risultati sperati.

Al 17’32’’ è lo stesso Lima a dimezzare le distanze per il 3-2: ora il Portogallo ha paura, vede i fantasmi che aveva provato a scacciare Ricardinho e quando Fortino – 46’’ dalla fine – mette dentro l’assist di Honorio per il 3-3, è già l’apoteosi. Perché anche se manca ancora qualche secondo ai supplementari e anche se l’extra-time bisogna giocarlo e vincerlo, si capisce che l’inerzia della gara è completamente dalla parte dell’Italia. E il gol di Honorio, per quello che sarà il definitivo 4-3, nel corso del primo tempo supplementare non è altro che il logico e inevitabile epilogo di una gara che rimarrà negli annali di questa disciplina. Come Italia-Germania all’Atzeca, a Messico ‘70.