SIRMIONE – Scherzi della natura, avvistate tartarughe di 4 kg

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Nei giorni scorsi, nelle acque sirmionesi, due guardie zoofile volontarie hanno avvistato due tartarughe di dimensioni ragguardevoli: “Ne avevamo individuata una nelle acque di Porto Castello, ma l’incontro ravvicinato è avvenuto soltanto venerdì – ha detto Claudio Francioso, guardia zoofila volontaria del gruppo Motoscafisti Sirmionesi -. Eravamo impegnati nei lavori di pulizia invernale del canneto di San Vito, a Colombare, quando abbiamo notato due tartarughe. Si muovevano tranquille in acqua. Avvicinarle non è stato difficile. Le tartarughe – ha proseguito Francioso – hanno un diametro di circa 35-40 centimetri e pesano quasi 4 chili. Una l’abbiamo trasferita delicatamente sul pontile per poterla fotografare”.

safe_image.phpNegli ultimi anni numerose sono state le segnalazioni nelle acque lacustri di specie animali definite ‘aliene’ in quanto diverse da quelle che popolano le acque del Benaco. Qualcuno vede in tale trasformazione una minaccia alla biodiversità lacustre: secondo alcuni studi scientifici presentati a un convegno che si svolse a Torri del Garda nel 2009, le comparse di forme di vita aliene nel Benaco sono state documentate già a partire dal 1971.

“Non sappiamo quale sia la denominazione scientifica degli esemplari che abbiamo fotografato – hanno concluso le guardie ecologiche volontarie -. Bisogna anche capire come siano arrivate nel Garda e se siano in grado di riprodursi”.

Le ‘aliene’ originarie del Mississippi, sono state individuate nei giorni scorsi nel canneto di San Vito a Colombare, appartengono alla specie ‘Trachemys scripta elegans’, meglio conosciuta come ‘tartaruga dalle orecchie rosse’.

Essendo queste specie tra le più invasive in quanto temibili predatrici, la notizia desta preoccupazione. Alcuni studiosi credono al contrario che si tratti di un animale insettivoro nei primi anni di vita e vegetariano da adulto. Quando fu notata la sua presenza entrò a far parte delle specie definite ‘aliene’ nella lista stilata nel 1971 insieme alla conchiglietta bivalve molto invasiva, chiamata ‘Dreissena polimorpha’.

L’esperto ambientalista Guido Parmeggiani conferma: “La specie è diffusa nell’intero bacino gardesano meridionale. Purtroppo le segnalazioni di questa specie si susseguono in molte zone umide del centro-nord Italia da qualche anno”. La  preoccupazione per una possibile proliferazione è reale (un altro esemplare è stato censito nel canneto San Francesco).

Altro esemplare come la  ‘Trachemys’  può vivere fino a 25-30 anni e raggiunge i 25-30 centimetri di diametro. L’eccessiva diffusione degli esemplari in Italia, negli specchi e nei corsi d’acqua, nei laghi dei parchi pubblici e addirittura nelle fontane è dovuta all’abbandono di esemplari acquistati quando avevano dimensioni ridotte. Questo potrebbe essere il caso di Sirmione.

Le tartarughe sirmionesi sono tre: una avvistata nel Porto Castello, le altre nel canneto di Colombare. Al momento non è dato sapere se  moltiplicandosi potranno diventare un pericolo per il Garda. Sembra comunque che si siano ben ambientate.