PESCHIERA – La vela per curare disabili e adolescenti in crisi

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Si chiama ‘Doppiavela solidale’ il progetto che, grazie ad uomini appassionati di mare, ha recuperato una scialuppa della nave dragamine per trasformarla in una barca a vela con una missione solidale: scuola di vela e, al tempo stesso, scuola di vita ai ragazzi che vivono un disagio psichico o sociale.

La barca, ribattezzata Calypso in onore di Cousteau, avrà come skipper un poliziotto ed è ormeggiata a Peschiera, presso il porto Manfredi. In modo particolare, l’idea è nata da un gruppo di poliziotti velisti e per tale motivo sulla randa dell’imbarcazione si staglia il logo della Polizia di Stato, che con tale iniziativa intende adoperarsi nel sociale per stare a fianco della gente, soprattutto dei più bisognosi. Il progetto è nato a Savona e fondamentale per il suo decollo è stato l’incontro con l’associazione di volontariato ‘Progetto Calypso’ presieduta da Gianpietro Righetti e specializzata in vela terapia. Quest’ultima, infatti, a partire dal 2010, ha messo a disposizione la sua imbarcazione.

Peschiera doppiavela disabili
Il progetto ‘Doppiavela solidale’

“La potenzialità formativa della pratica velica è davvero notevole – ha detto Domenico Caruso, collaboratore tecnico alla Scuola Allievi Agenti di Polizia di Peschiera, che insieme al collega Stefano Rattazzi, poliziotto di quartiere a Savona, è l’anima del progetto –. Aiuta a creare spirito di squadra, ad accrescere l’autostima, il senso di responsabilità di ogni membro dell’equipaggio verso l’altro, il rispetto dei ruoli altrui e delle regole imposte dal comandante. La barca a vela, insomma, diventa una società in miniatura, dove le dinamiche di gruppo si amplificano e dove eventuali conflitti, giocoforza, vanno risolti con la massima celerità. La presenza del poliziotto, poi, aiuta a sensibilizzare al rispetto della legge e dell’autorità, educando i giovani al concetto di legalità”.

Dal 2010 sono stati numerosi, diverse decine, i ragazzi che hanno partecipato alle lezioni teoriche sulle norme di sicurezza e sulla teoria della navigazione, per poi rendersi protagonisti della uscite in barca a vela sul Garda. Si tratta principalmente di adolescenti difficili, talvolta affidati ai servizi sociali, ma anche di adulti affetti da patologie, come la sindrome di Down.

“Le uscite in barca si svolgono in media con sei ragazzi, più un educatore professionale, uno psicologo e due uomini di equipaggio, mentre a volte si uniscono anche i genitori”, ha spiegato Righetti. “Con alcune associazioni – ha continuato – organizziamo anche dei piccoli lavori a terra, in un cantiere di Castelnuovo, e stiamo approntando una sorta di barca-scuola da tenere in secca per abituare più agevolmente i ragazzi disabili alle manovre”.

I risultati di tali impegni già si vedono: i poliziotti promotori del progetto, infatti, sono stati premiati in occasione dei festeggiamenti per il patrono della Polizia di Stato San Michele Arcangelo e alcuni psicologi sono già al lavoro per stendere un dossier scientifico sulla valenza educativa e di recupero del progetto.

2 Commenti

  1. a Salò il Cps e l’Azienda Ospedale di Desenzano del Garda hanno un progetto attivo di nome Hyak Onlus da ben 10 anni…adesso arrivano quelli di Peschiera…come se avessero inventato tutto loro. Che desolazione tutto per farsi sono pubblicità. fate le cose ma non sbandieratele, almeno nel rispetto dei pazienti. Che desolazione

    • Gent.mo Sig. Binni,
      il rispetto dei pazienti, come dice Lei, prima di tutto. Le ragioni alla base delle quali sorgono iniziative come questa possono essere meritevoli o meno, ma in ogni caso credo che si tratti di importanti opportunità per dare a tutte quelle persone in difficoltà momenti di svago, di socializzazione e di crescita personale.
      Continui a leggerci!

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