LONATO – L’òs de stòmec acquisisce la denominazione De.Co.

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L’òs de stòmec, uno dei prodotti tipici dell’enogastronomica locale, ha ottenuto la denominazione De.Co., che certifica origine e genuinità del prodotto. Un traguardo importante degno di una autentica prelibatezza culinaria.

L’òs de stòmec è uno dei migliori prodotti della cucina bresciana e nei giorni scorsi il consiglio comunale di Lonato del Garda ha votato all’unanimità il completamento dell’iter che determina l’istituzione della De.Co., la denominazione comunale di qualità per i prodotti locali. L’iter aveva preso avvio circa un anno fa, quando era stato istituito un apposito registro ed un regolamento per valorizzare le attività agro-alimentari della tradizione locale.  Lòs de stòmech, un salume che si produceva una volta nelle campagne di Lonato e veniva consumato nei momento di festa, direttamente nei campi, durante la trebbiatura e la vendemmia, è stato servito anche nel corso della 55esima edizione della Fiera regionale di Lonato del Garda e ne è diventato il simbolo.

Lonato os de stomec
L’òs de stòmec

L’òs de stòmec è stato il primo piatto a prenotarsi per il marchio di recente istituzione: sebbene in un primo momento la richiesta sia stata accantonata perché non c’era notizia del fatto che nel territorio della cittadina gardesana esistessero allevamenti di suini nutriti con alimentazione tradizionale, requisito richiesto dal regolamento, in un secondo momento, grazie ad un’indagine, si è scoperto che nel lonatese esisteva un allevamento con le caratteristiche necessarie.

La commissione nominata dal sindaco Mario Bocchio, dunque, ha attribuito all’òs de stòmec la denominazione comunale di origine. Si tratta del primo prodotto culinario ad accedete al ‘gotha’ della cucina locale. L’òs de stòmec, cioè l’osso dello sterno di maiale, ha una sua preparazione speciale basata anche su altri ingredienti, come il sale, il pepe, l’aglio, la cannella, il vino rosso e la noce moscata. Dopo una lunga bollitura, di circa due ore, la specialità culinaria è pronta per essere servita.

Lonato os de stomec fiera
L’òs de stòmec distribuito dagli Alpini nel corso della Fiera

Molto contento si dice l’assessore al Commercio di Lonato del Garda, Valentino Leinardi, “perché la nostra cittadina può finalmente vantare un insaccato tipico legato al territorio. Vi saranno iniziative interessanti nell’ambito dell’imminente fiera per promuovere l’alimento, peraltro già amato da chi apprezza la buona tavola”.

Da ricordare, poi, il fatto che durante la fiera dei giorni scorsi, un osso dello stomaco da ‘Guinness dei primati’ è stato esposto in Piazza Martiri della libertà. Quattro macellai lonatesi (Savoldi Carni, Lonato Carni, Salumificio Primì e Macelleria Mister Gusto) si sono uniti e hanno preparato per l’occasione un osso dello stomaco ‘gigante’, dal peso di quasi 36 kg. Poiché però non esiste una vescica di maiale tanto grande, un’anziana del paese è stata incaricata di cucirne insieme due per riempire la doppia vescica con impasto e pezzi di sterno del suino. Il mega òs de stòmech è stato appeso venerdì 18 gennaio sotto il municipio ed è rimasto esposto fino a sabato sera, per poi essere cotto nella notte ed essere offerto, nella giornata successiva, agli ospiti della fiera.

Nella ricetta lonatese dell’osso dello stomaco, ha ricordato Marino Damonti, ristoratore e membro della commissione istituita dal sindaco per le Deco, “si usa l’osso dello sterno, messo per un giorno intero a marinare ‘en visiù’, in un mix di vino rosso e sale, pepe, aglio, cannella e noce moscata. Quindi l’osso deve essere tagliato a pezzi con il coltello e insaccato nella vescica del maiale insieme all’impasto di carne, precedentemente preparato, con parti suine magre e grasse, spezie e grappa giovane. L’insaccato viene quindi legato per ottenere otto spicchi, forato e asciugato. Si gusta dopo almeno due ore di cottura in acqua bollente”.