TOSCOLANO – Un altro pezzo di storia trovato nelle acque benacensi

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Il Garda e i suoi fondali continuano a riservare sorprese: dopo il ritrovamento, alla fine del 2012, del Dukw, il mezzo anfibio americano affondato al largo di Riva del Garda nel lontano 1945, nei giorni scorsi il Nucleo Sommozzatori del Gruppo Volontari del Garda ha rivenuto, al largo del porto di Toscolano, i resti di una ‘gabarra’, una grossa imbarcazione sprovvista di propulsione utilizzata per il trasporto delle merci fino alla metà del secolo scorso.

Toscolano gabarra
Un’immagine dei resti dell’imbarcazione

Il relitto ligneo è di notevoli dimensioni, 20 metri per 4, e si trova in buono stato di conservazione ad una profondità di 130 metri. Alla luce dello stato e delle caratteristico costruttive del relitto, si ritiene che lo scafo sia stato costruito tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900 e la sua stazza induce a ritenere che fosse utilizzato per trasportare merci di notevole entità, probabilmente di natura industriale o militare. Sprovvisto di motori e vele, questo tipo di imbarcazione era trainato da piroscafi ed era governato da un solo marinaio.

Stando alle prime analisi, effettuate su immagini, sembrerebbe che debba escludersi l’affondamento intenzionale, mentre appare più probabile, visto che gli accessori in metallo non sono stati rimossi, l’ipotesi del naufragio. Infatti, all’epoca quando si decideva di disfarsi di un natante non più riparabile, si provvedeva preventivamente alla rimozione degli accessori più costosi.

Si ipotizza anche che la gabarra, visto il luogo in cui è stata ritrovata, venisse utilizzata per il trasporto di materie prime e prodotti lavorati da e per la Valle delle Cartiere. All’interno, poi, non v’è alcuna traccia dell’eventuale carico, tant’è che si pensa che l’imbarcazione trasportasse prodotti cartacei, che col tempo sono quindi andati distrutti.