VALTROMPIA – Conclusa l’operazione “Centauro”, tre arresti per droga

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Sabato mattina i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Brescia, nell’ambito dell’operazione “Centauro” iniziata il 3 febbraio 2006 e conclusa il 19 gennaio 2009 con l’esecuzione della misura cautelare in carcere per diciotto narcotrafficanti, dovendo dare corso agli ordini di esecuzione per la carcerazione emesse il 25 gennaio dalla Procura Generale della Repubblica alla Corte di Appello di Brescia, hanno arrestato tre persone legate a quegli episodi.

Manette normalSi tratta di di Lucia Barbara Cavagna, 38 anni e residente Lumezzane, condannata a 4 anni e 2 mesi oltre al pagamento di una multa di 21 mila euro e Mauro Piccini di 31 anni, residente Lumezzane e condannato a 5 anni e 6 mesi oltre al pagamento di 26 mila euro. Lo stesso provvedimento è stato emesso a carico di Claudio Pasotti di Manerba del Garda, di 41 anni, condannato a 7 anni, 1 mese e e 21 giorni oltre al pagamento di 35.813,17 euro. L’operazione “Centauro” ha permesso di ricostruire oltre un anno di attività criminali perpetrate nel territorio bresciano da un’agguerrita organizzazione di narcotrafficanti.

L’indagine prende le mosse da alcuni colpi di arma da fuoco esplosi il 3 febbraio 2006 alla vetrina delle Onoranze funebri “Vinante-Benedini” di Villa Carcina. Il successivo sviluppo investigativo, composto da intercettazioni telefoniche e ambientali, insieme a servizi investigativi di osservazione, pedinamento e controllo, permetteva ai Carabinieri della Compagnia di Gardone Valtrompia di sequestrare rilevanti quantitativi di sostanze stupefacenti e arrestare le persone che la detenevano dimostrando così l’esistenza di un’articolata e ramificata rete di spacciatori di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, evidenziandone non solo la struttura e l’organigramma  ma anche i canali utilizzati per l’approvvigionamento della sostanza stupefacente.

Nel corso dell’indagine, sono stati fatti 13 arresti in flagranza e 7 in differita, sequestrati oltre 3 kg di cocaina, 3 pistole, 1 carabina e 1 fucile a canne mozze. In primo grado sono state condannate in tutto 36 persone per una pena complessiva di 210 ani di reclusione e circa 1 milione di euro di multa. Tra questi anche Domenico Mammoliti, affiliato al clan Pelle-Vottari di San Luca di Reggio Calabria, tuttora detenuto per associazione di tipo mafioso dopo i fatti legati alla strage di Duisburg.