GARDA – Cordini da regata abbandonati sul fondo del lago

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Il Nucleo sommozzatori dei Volontari del Garda ha lanciato una vera e propria campagna di tutela dell’ambiente con l’intento di contrastare l’abbandono di cordini da regata sui fondali lacustri. Infatti, in occasione delle ricerche e del ritrovamento del mezzo anfibio americano Dukw, la questione è emersa con evidenza. Dalle immagini girate dai Volontari risultano vecchie cime in nylon che fluttuano attorno al relitto.

dukw“Questi cordini – hanno spiegato i responsabili del Nucleo sommozzatori dei Volontari – sono utilizzati da chi organizza le regate veliche per posizionare le boe di virata tramite un corpo morto, costituito generalmente da uno o più prismi in cemento che, invece di essere recuperati dopo la regata, vengono lasciati sul fondo del lago con attaccato il relativo cordino, lungo almeno 300 metri. A seguito del giro di correnti queste sagole, di grande resistenza meccanica allo strappo, si attorcigliano attorno a tutto quanto si trovi sul fondale. Anche il relitto del Dukw ne è pieno”.

Questo è un problema per chi opera in profondità, come i sub. “Cosa accadrebbe – si sono chiesti i Volontari – se un subacqueo vi rimanesse impigliato?”. I cordini sono una potenziale trappola letale anche per i mezzi meccanici utilizzati nelle operazioni di ricerca, come i Rov, robot subacquei a comando remoto, che rischiano di rimanere imbrigliati nel groviglio sommerso di cavi.

Dal canto loro, i circoli velici respingono fermamente le critiche. “I circoli – ha chiarito Domenico Foschini, presidente della XIV Zona della Federazione italiana vela, competente per tutto il Garda – vivono di lago e di natura e sono i primi a prestare attenzione alle questioni ambientali. Infatti sono almeno dieci anni che non utilizziamo più cordini in nylon, ma in canapa, materiale vegetale e biodegradabile che in breve tempo si scioglie letteralmente nell’acqua. Tutti i grandi circoli, come quelli di Gargnano, Riva e Torbole, veri e propri ‘regatifici’, utilizzano da tempo questo materiale ecologico”.

Diverso il discorso relativo ai prismi in cemento, di cui è disseminato il fondale gardesano. Anche i dintorni del Dukw: “Il sonar – hanno osservato i Volontari del Garda – individua attorno al relitto, per un raggio di circa 300 metri, almeno 50 oggetti delle dimensioni di questi blocchi di cemento”.

Riguardo a questa questione i circoli potrebbero fare di più. “Nel caso dei plinti – ha ammesso Foschini – il problema c’è, ma anche su questo fronte i club velici si stanno attrezzando. La Canottieri Garda di Salò, ad esempio, ha adottato da tempo un sistema di recupero non solo dei cordini, ma anche dei corpi morti in cemento, che a fine regata vengono prelevati dal fondale. Sono certo – conclude l’esponenete della Federazione – che presto tutti i circoli del lago adotteranno questa prassi”.

1 Commento

  1. i cordini sono biodegradabili, idem il cemento. polemica che non si capisce bene a cosa serva. Chi non usa il cemento biodegradabile recupera i prismi. la domanda è un’altra xchè i Volontari non usano mezzi ecologici visto che quedsto non è soccorso???
    Grazie mille

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