BASSA BS – Ambientalisti contro la riserva di metano nel sottosuolo

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135 chilometri quadrati di cunicoli sotterranei naturali potrebbero essere riempiti con 1,2 miliardi di metri cubi di metano. L’area interessata includerebbe Borgo San Giacomo, Quinzano, Pontevico, Verolanuova e Verolavecchia, la Stogit vorrebbe creare un deposito sotterraneo di metano a Bordolano, tra le provincie di Brescia a Cremone, dove depositare il gas a circa due chilometri di profondità.

Campagna della BassaContro il progetto si è schierato il Coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, preoccupato soprattutto per la possibile sismicità che tali quantità di metano potrebbero provocare nella zona. Al ministero dell’Ambiante è stato inviato un dossier di 16 osservazioni per denunciare “carenze, incompetenze e imprecisioni” dell’ultima versione del progetto presentata il 10 dicembre. «I dati riferiti alle realtà territoriali coinvolte – si legge nel dossier -, richiedono come minimo un aggiornamento, oltre ad una più attenta valutazione sui rischi dovuti alla vicinanza degli impianti a zone a rischio sismico con possibile magnitudo 6.1».

Secondo il Coordinamento, questo progetto, se realizzato, provocherebbe, in futuro gravi danni per la salute delle 55mila persone che abitano nell’area interessata, soprattutto considerando che la zona della Bassa è attraversata da una faglia sismica, che potrebbe facilmente dare origine a terremoti di diverse entità. Proprio per questi motivi, prima che il progetto abbia un seguito, bisognerà aspettare la nuova mappatura aggiornata del rischio sismico della zona.«Studi accreditati raccomandano di non iniettare fluidi nel sottosuolo in presenza di strutture dichiaratamente instabili – si legge nel documento inviato al ministero dell’Ambiente -.

Per questo, nello specifico di Bordolano si dovrebbe far comunque valere il principio di precauzione che vieta un intervento quando, pur non essendo completamente dimostrabile l’instaurarsi di eventi lesivi, essi non possono nemmeno essere esclusi. Invece l’ultima versione del progetto è addirittura sprovvista dell’opzione zero per rischi, costi e pericoli dei cittadini». Ovviamente, non di minore importanza è lo studio sull’impatto ambientale di tale operazione, che potrebbe danneggiare la salute di moltissimi cittadini.