GARDA – Centro giovanile per togliere i ragazzi dalla strada

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Sito nella sala polifunzionale del Comune di Garda, nell’edificio comunale che sorge in piazza Donatori di Sangue, il centro giovanile mira ad ospitare ragazzi provenienti da tutti i Comuni del territorio. A loro sarà insegnato come gestire il carico scolastico, come curare la loro persona, sarà loro offerta la possibilità di conoscere nuovi compagni, di confrontarsi con adulti diversi da genitori ed insegnanti e di divertirsi nel rispetto delle regole.

Un modo, insomma, per non farli cadere in brutte strade che potrebbero deviarli dai valori fondamentali che ogni individuo dovrebbe portare dentro sé. L’attività del centro diurno per minori tra i 10 e i 15 anni sarà gestita dall’Ulss 22, che ha delegato il servizio ad una cooperativa di Sona, in collaborazione col Comune di Garda che qualche giorno fa ha dato il nulla osta in giunta.

Garda centro giovanile TN
Il centro giovanile per ragazzi

“Il progetto, che ha esordito nel 2011 e anche l’anno scorso ha dato ottimi risultati, è riproposto con la novità che potranno essere accolti ragazzi di Bardolino, Brenzone, Lazise, Torri e San Zeno di Montagna – ha spiegato il dottor Paolo Giavoni, responsabile dei Servizi territoriali dell’Ulss22 –. Ciascun Comune parteciperà con una quota sia fissa sia proporzionale al numero dei residenti inseriti, mentre l’Ulss 22, cui compete seguirli ed accoglierli, contribuirà alla gestione facendo riferimento a quanti sono in carico al Servizio tutela e protezione minori”.

“Il progetto nato per sostenere alcune famiglie di Garda nella cura dei figli difficili – ha proseguito l’assessore alle politiche sociali Federico Manzalini – si allarga quest’anno ad altre realtà locali, grazie all’accordo raggiunto con gli altri Comuni. Ora accoglie cinque bambini di Garda e uno di San Zeno di Montagna. In futuro, valuteremo un servizio trasporto per eventuali altri utenti di zone lontane”.

“Il circolo ragazzi – ha aggiunto Giavoni – è un ambiente educativo che si pone come elemento alternativo a stili di vita negativi proponendo modelli di socializzazione positivi. È una struttura protetta, dove non più di otto saranno seguiti da due educatori (rapporto numerico di uno a quattro), che manterranno i contatti con la famiglia e i servizi del territorio, ossia scuola, parrocchia, società sportive”.

L’attività si svolgerà da lunedì a venerdì, dalle 13 alle e 17, e comprenderà il pranzo, importante momento di socializzazione, oltre a varie attività durante la giornata. Il pranzo sarà preparato insieme, dalle 12,30 alle 13, e consumato tra le 13 e le 13.45.

“Gli operatori – ha sottolineato Giavoni – approfitteranno di questi tempi per dialogare con i minori, conoscere l’andamento scolastico ed altre informazioni utili”. Poi spetterà ai ragazzi il compito di riordinare e pulire la cucina e, tra le 13,45 e 14,30, faranno una pausa in cui gli operatori, con loro, cercheranno di organizzare l’attività della giorno.

L’attività prevede un’ora e mezzo per fare compiti, durante la quale gli operatori aiuteranno i ragazzi ad acquisire un metodo autonomo di studio e lavoro. Dopo le 17 avranno inizio i giochi e i laboratori di pittura e costruzione di piccoli oggetti o incontri con personalità del territorio in grado di trasmettere valori ai giovani. Ci si saluterà alle 17, dopo la merenda delle 16,30. In programma anche un’uscita settimanale in piscina, gite sul territorio, come a Prada e a San Zeno di Montagna, pomeriggi al cinema, partecipazione alla raccolta delle castagne o delle olive.

“Il modello prevede il necessario coinvolgimento delle famiglie con cui gli operatori condivideranno il progetto educativo individuale studiato per il figlio – ha precisato Giavoni –. Purtroppo nel territorio del Garda Baldo sono presenti varie situazioni di disagio ormai conclamato, come uso di alcol, droga e atti vandalici, che spesso portano i ragazzini a dover confrontarsi anche con le forze dell’ordine. Il centro si propone di interrompere questa situazione di difficoltà offrendo modelli positivi che possano aiutarli a crescere in modo sana e positiva senza farsi del male”.