MANERBIO – Uno striscione sigla le proteste dei dipendenti municipalizzati

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«Dopo la chiusura di Acm e Bbs chi garantirà i servizi? E a quali costi?». Sono queste le domande che 23 dipendenti delle municipalizzate rivolgono, con uno striscione alla comunità. Uno striscione, apparso alcuni giorni fa sulla facciata della sede della Bbs di Manerbio, si fa portavoce delle proteste dei dipendenti, il cui futuro è ancora incerto.
StriscioneIn verità, quello che sarà della Bbs e di Acm (l’altra multi utility di Manerbio) sembra ovvio, infatti entrambe le società sono già in contatto con i rispettivi legali per attivare l’iter di liquidazione. «Capisco le preoccupazioni dei dipendenti delle municipalizzate – dichiara al BresciaOggi Cristina Cavallini -. Il bilancio comunale è in apnea e il pacchetto di servizi gestiti da Bbs e Acm è di primaria importanza. In questa fase esternalizzare le mansioni svolte dalle due società avrebbe un supplemento di costi insostenibile per le casse municipali». Infatti, le preoccupazioni dei dipendenti sono condivise da tutta la classe politica manerbiese, fatta eccezione, pare, per la Lega Nord. Bbs e Acm sono infatti fondamentali per la manutenzione del paese e per il benessere dei cittadini, si occupano infatti della manutenzione della rete tecnologica e del verde pubblico, e anche della del coordinamento delle vari mense scolastiche. Inevitabile chiedersi, come farà il Comune a riorganizzare questi servizi in maniera efficiente, soprattutto tenendo conto dell’elevato costo finanziario. La liquidazione delle due società costerà all’ente locale 2,5 milioni di euro, debito che viste le precarie condizioni finanziarie del Comune, sembra difficile da saldare.

Intanto è saltato, per impegni improrogabili del commissario prefettizio, l’appuntamento di chiarificazione con le forze politiche, che era fissato per il 31 gennaio, e che ora si terrà “a data da destinarsi”.