GAVARDO – In scena “Dov’è Nicolajewka?”, sapere per non dimenticare

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Domani, domenica 27 gennaio, alle ore 16, il Teatro Gavardo presenta Andrea Giustacchini in ‘Dov’è Nikolajewka? -Il sacrificio dei soldati italiani nella neve di Russia’. Liberamente tratto dall’omonimo libro di Maurizio Abastanotti, il testo è di John Comini, le musiche di Luca Lombardi, la regia di Peppino Coscarelli.

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La locandina dello spettacolo

Andrea Giustacchini interpreta la storia di un reduce dalla Campagna di Russia, dall’andata verso il Don sopra un treno carico di soldati ormai stanchi di guerra, alla steppa russa, desolata e infinita. Attraverso le parole del protagonista lo spettatore è immerso in una storia fatta da piccole vicende di vita quotidiana, da episodi cruenti o umanissimi, da generali e da soldati semplici, da cuochi e da addetti ai muli.

Arriva l’attacco russo, con un potenziale d’urto sei volte superiore a quello delle nostre Divisioni (basti pensare che impiegarono 750 carri armati e i nostri soldati non avevamo né carri, né efficienti armi controcarro). Segue il racconto commovente ed emozionante della ritirata: tutti camminano, in una disperata lotta per la sopravvivenza, nel gelo (40 gradi sottozero) e nella neve, nella speranza di una salvezza che pare impossibile, nel ricordo di una casa e degli affetti più cari.

La marcia del Corpo d’Armata Alpino verso la salvezza fu un evento drammatico, doloroso ed allucinante, costellato da innumerevoli episodi di valore, di grande solidarietà, in cui i nostri soldati si batterono disperatamente, senza sosta, per 15 interminabili giorni e per 200 chilometri. E poi arriva Nikolajewka, un paese che ora non c’è più sulle carte geografiche… E c’è l’incontro con Don Gnocchi, cappellano degli alpini e fondatore, dopo la guerra, dell’opera Pro Juventute a favore dei ragazzi mutilati per cause belliche.
Lo spettacolo è liberamente ispirato all’omonimo libro di Maurizio Abastanotti (Liberedizioni), ma con rimandi a Nuto Revelli, Giulio Bedeschi, Mario Rigoni Stern, Nelson Cenci, Carlo Chiavazza.

Come già per ‘La guerra negli occhi’ dedicato alla Grande Guerra, anche questo spettacolo può divenire una proposta per istituzioni, associazioni e scuole impegnate nel ricordo di una delle pagine più dolorose e umane della storia del nostro Paese.

“Un racconto commovente ed emozionante ad una voce sola, accompagnata dalla fisarmonica di Luca Lombardi ma resa maestosa dall’intrecciarsi di centinaia di storie, comparse e protagonisti. Tutti camminano, in una disperata lotta per la sopravvivenza, nel gelo e nella neve, nella speranza di una salvezza che appare impossibile, nel ricordo di una casa e degli affetti più cari”: così si legge su Bresciaoggi del 15 settembre 2012.

“Uno spettacolo tragico e pudico, raccontato con la voce tremante di un soldato che ricorda la guerra e la disperazione di un esercito di alpini disarmati”, commenta, invece, il Corriere della Sera il 28 agosto 2012.

LOCANDINA DELLO SPETTACOLO