GARDA – Bennie fa boom in tv, Marco Berry sulle tracce del “mostro”

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Ieri sera, su Italia Uno, il lago di Garda e in modo particolare Bennie, il lucertolone lacustre che si dice si trovi sui suoi fondali, sono stati i protagonisti della trasmissione ‘Mistero’ (rivedi la clip della puntata).

Le telecamere di Marco Berry sono andate alla ricerca del mostro, deliziando gli spettatori con suggestive immagini subacquee. L’avvistamento non c’è stato, ma il dubbio che nel Garda viva una sconvolgente ed abnorme creature continua a restare. Alcuni indizi, infatti, sono stati trovati, come la presenza di una sagoma serpentiforme captata dai sonar in fondo al Garda e degli enormi buchi sui fondali, a 280 metri di profondità, con forme assai simili a quelle delle tane delle anguille, ma troppo grandi per appartenere ad esemplari normali.

BennieResta il fatto che ieri sera milioni di telespettatori sono rimasti incollati davanti alla tv per seguire le riprese fatte dalla troupe di ‘Mistero’ nelle profondità inviolate del lago. Di Bennie hanno parlato turisti e pescatori, dalla barca e da terra, dal fondale del lago oppure dalle sue coste e ieri, su Italia Uno, è stata fatta la cronistoria della vicenda, da quando nel lontano 1965 “una trentina di persone hanno assistito all’emersione di un grande serpente di circa dieci metri”.

“Una storia insolita ma piena di testimonianze – ha spiegato il ricercatore del mistero, Armando Bellelli -. La signora Wender che vide testa e pinne a San Felice, i sub di Gargnano che riferirono di una grande massa in movimento, i pescatori che si trovarono le reti squarciate da un grande predatore. Grande emozione tra la gente del posto, ma pure un po’ di paura”. Nel mezzo anche il racconto del giornalista Andrea Torresani, che agli avvistamenti degli anni ’60 aggiungerebbe una segnalazione, datata addirittura 1930, nello stesso identico posto, la Baia delle Sirene, a due passi da Garda.

Il mostro, dunque, è leggenda o è realtà? A rispondere è Marco Berry: “In un lago così grande e così profondo e in quelle grotte così oscure secondo me potrebbe davvero nascondersi qualsiasi cosa, è proprio il rifugio ideale”. Lo storico Armando Bellelli ha aggiunto: “mostro o non mostro ci piace immaginarlo, reale o fantastico che sia, come uno spirito protettore del lago giunto per salvarlo e difenderlo da chi avvelena le sue acque con l’inquinamento e da chi vorrebbe trasformarlo in un’immensa piscina dai bordi di cemento”.