LUMEZZANE – “Le vite degli altri”: film alle Schegge del teatro Odeon

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Secondo appuntamento stasera, mercoledì 23 gennaio alle ore 20,30, al teatro Odeon di Lumezzane con le “Schegge di cinema”, la rassegna di film curata da Enrico Danesi e in questa edizione dedicata alle pellicole più note degli anni Duemila. Sarà trasmesso “Le vite degli altri” (Das Leben der Anderen, Germania 2006, 137’) di Florian Henckel Von Donnersmarck. L’ingresso è libero.

Vite degli altriOscar per il miglior film straniero, David di Donatello per il miglior film prodotto dall’Unione Europea, 3 European Film Awards (film, sceneggiatura e attore protagonista), 7 Lola German Film Awards e 4 premi del cinema bavarese: la pluripremiata opera prima di Florian Henckel von Donnersmarc ha unito pubblico e critica nella consacrazione a capolavoro di un film bello e toccante, ricco di valenze tematiche e simboliche, vibrante di risonanze emotive.

La trama: Berlino Est, 1984. A Gerd Wiesler (Ulrich Mühe), implacabile capitano della Stasi, viene affidata la sorveglianza del drammaturgo Georg Dreyman (Sebastian Koch) e della sua amante, l’attrice Crista Maria Sieland (Martina Gedeck). Di lei si è invaghito un ministro, che reclama le prove di un fantomatico tradimento di Dreyman per toglierlo di mezzo. Durante mesi di pedinamenti e intercettazioni, Wiesler comincia a farsi un’idea diversa sul regime che serve e sulle vite degli altri.

Il suo intervento cambierà il corso degli eventi, ma non potrà evitare un tragico epilogo. Opera prismatica e inquietante, insieme thriller di spionaggio e film storico che rievoca il passato di una nazione, “Le vite degli altri” documenta l’attività della Stasi, la polizia segreta della DDR che dal 1950 al 1989 costituì un regime poliziesco ancor più efficace del KGB nell’URSS; caduto il Muro, gli archivi, lunghi 180 km, furono aperti al pubblico.

Apprezzato attore teatrale, Mühe è morto nel luglio 2007, dopo la fama conquistata grazie alla magistrale interpretazione del film che curiosamente richiama alcuni eventi della sua vita (fu guardia al muro di Berlino prima di dedicarsi alla recitazione; più tardi scoprì l’esistenza di un fascicolo su di lui negli archivi della Stasi e di essere stato messo sotto controllo nientemeno che da parte della moglie, la quale però negò tutto e lo coinvolse in un’accanita battaglia legale per impedirgli di divulgare la notizia).

 

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