LIMONE – Case vicino alla chiesetta romanica: una lettera del vescovo

0

Il prete di Limone, don Eraldo Fracassi, da tempo contrasta il progetto urbanistico, già approvato in via definitiva, che prevede la realizzazione di nuove villette in prossimità della chiesetta romanica di San Pietro in Oliveto. Trecento firme sono state raccolte per criticare il suo operato e gli antagonisti lamentano: “Offende la nostra capacità di gestione del territorio”.

Limone chiesa
La chiesetta romanica di San Pietro in Oliveto a Limone

Nonostante la pubblicazione del Piano di governo del territorio sul bollettino ufficiale della Regione, la querelle non ha ancora trovato un epilogo. Da qualche giorno, infatti, “un gruppo di persone di Limone”, come si definisce nella missiva da indirizzare al vescovo Luciano Monari, si sta facendo promotore di una raccolta firme per segnalare “le moltissime criticità emerse nel nostro abitato in questi ultimi anni, in concomitanza con l’azione ingiustificata attribuibile al nostro parroco monsignor Eraldo Fracassi”.

La petizione ha già raccolto circa 300 firme di cittadini che non hanno “abbracciato la causa ecologica e quella della lotta alla speculazione edilizia unicamente al fine di impedire la realizzazione del nuovo Piano di governo del territorio e in modo particolare quella parte di esso che prevede la costruzione di alcune case monofamiliari per i residenti del nostro Comune”.

Nei mesi scorsi il parroco ha dissentito dalla Giunta di Limone, guidata da Franceschino Risatti, per l’approvazione di un Pgt che prevede abitazioni da costruire a pochi passi dalla chiesa romanica di San Pietro in Oliveto. La protesta è sfociata con l’esposizione, durante la tappa del Giro d’Italia, di striscioni sulla facciata della canonica e sul campanile della parrocchiale con la scritta ‘Salviamo gli oliveti della Chiesa di San Pietro, fermiamo il cemento inutile!’. Un’azione, rimarcano i promotori della missiva, effettuata ‘senza chiedere pareri all’amministrazione’.

La lettera di raccolta firme definisce, al contrario, “decisamente ridicola l’azione a sfondo ecologico’ del parroco, attribuendo ad essa ‘un fondo pesantemente più politico. Un’offesa alla nostra capacità di amministrare il nostro territorio e di abitarci. La nostra speranza è che [il vescovo] possa accogliere questa richiesta di valutazione delle azioni del citato parroco, al fine di evitare ulteriori danni alla nostra comunità’. La richiesta mira ad ‘impedire che le conoscenze di quest’ultimo nell’ambito di molti enti istituzionali si trasformino in una potente macchina da usare contro i cittadini di Limone sul Garda”.

Don Eraldo Fracassi, interpellato sulla questione, ha rilasciato scarne dichiarazioni: “Sono a conoscenza dell’iniziativa ma non ho letto il testo. Non m’interessa del resto. Mi chiedo comunque per quale motivo stanno facendo questo, magari la Sovrintendenza ha detto qualcosa in merito al Pgt? Perché le firme non le hanno raccolte in primavera quando ho appeso gli striscioni? È forse successo qualcosa nel frattempo? E comunque, questi signori sappiano che io esco dalla scuola diplomatica del Vaticano, dove, oltre ad aver operato nella Nunziatura per vent’anni, ho imparato la politica con la P maiuscola, non quella delle convenienze. Sui firmatari, poi – ha concluso don Fracassi – qualcuno è venuto a chiedermi scusa, altri mi hanno detto di averlo fatto, appunto, per convenienza”.