BRUXELLES – Traffico illegale di uccelli e anelli falsi. Zanoni (IdV): “L’Italia prenda le misure Ue”

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“È un chiaro obbligo per le autorità degli Stati membri istituire un sistema opportuno di attuazione e applicazione dei divieti summenzionati e delle relative disposizioni”. E’ la risposta del Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik all’interrogazione di Andrea Zanoni sul commercio illegale di uccelli selvatici in Italia e l’applicazione di anelli identificativi posticci.

“Si tratta di uno dei traffici di animali più atroci mai esistiti. L’unica soluzione è che le autorità nazionali prevedano l’obbligo di anelli di acciaio al posto di quelli usati oggi in alluminio per evitare ogni tipo di contraffazione”. Andrea Zanoni aveva denunciato come alcune persone applicassero anelli identificativi a uccelli catturati illegalmente in un laboratorio clandestino in Veneto. “La Commissione europea ribadisce il divieto di catturare e commercializzare gli uccelli protetti dalla Direttiva Ue di riferimento 2009/147/CE – spiega l’eurodeputato.-

Uccelli trafficoE precisa anche come, ai sensi del regolamento n. 865/2006 della Commissione, gli uccelli nati e allevati in cattività possono essere oggetto di commercio all’interno dell’Ue solo se marcati mediante inanellatura applicata nei primi giorni di vita dell’animale della zampa recante una marcatura individuale. Il video che ho messo a disposizione degli uffici della Commissione testimonia come in alcuni laboratori clandestini allestiti da alcune associazioni a delinquere in Veneto e Lombardia vengano applicati degli anelli alle zampe degli uccelli catturati illegalmente, una pratica fraudolenta che tra l’altro infligge a questi uccelli indicibili sofferenze. Purtroppo il Regolamento n. 865/2006 non specifica tuttavia di quale materiale devono essere fatti gli anelli – aggiunge l’eurodeputato.- Ecco perché le autorità nazionali devono introdurre nell’ordinamento relativo l’obbligo di anelli fatti di acciaio per evitare queste manomissioni truffaldine ed eventuali sanzioni in sede comunitaria”.

 

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Background

Ai sensi della direttiva 2009/147/CE (direttiva “Uccelli selvatici”) per tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nell’UE, gli Stati membri vietano la cattura deliberata e la vendita, il trasporto per la vendita, la detenzione per la vendita, nonché l’offerta in vendita di uccelli vivi e di uccelli morti. Alcune eccezioni sono menzionate nell’articolo 6 della direttiva per le specie elencate nell’allegato III e alcune deroghe possono essere concesse in conformità delle specifiche condizioni di cui all’articolo 9.

Vi sono una serie di prescrizioni stabilite da regolamenti dell’UE relativi al commercio della flora e della fauna selvatiche che si applicano al commercio di uccelli. Gli animali che vengono o potrebbero essere minacciati di estinzione a causa delle pressioni commerciali sono inclusi negli allegati del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio. In particolare è vietato il commercio di esemplari prelevati dall’ambiente naturale.

Tuttavia, ai sensi del regolamento (CE) n. 865/2006 della Commissione, gli uccelli nati e allevati in cattività di cui all’allegato A possono essere oggetto di commercio all’interno dell’UE se marcati mediante inanellatura applicata nei primi giorni di vita dell’animale della zampa recante una marcatura individuale di dimensioni tali da impedirne la rimozione dalla zampa dell’uccello quando questa sia pienamente sviluppata. Il presente regolamento non specifica tuttavia di quale materiale devono essere fatti gli anelli.