GARDONE RIVIERA – Servono piani per fermare il degrado dei beni culturali

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Gli amministratori pubblici di Gardone Riviera rimarcano la necessità di proteggere il patrimonio architettonico e culturale del paese: il consigliere comunale Stefano Ambrosini ha recentemente partecipato, a Roma, ad un incontro a palazzo Chigi con Mario Monti e col ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi durante i quale è stato presentato un documento predisposto da Anci giovane, Rete e ItaliaDecide proprio a proposito della gestione e della valorizzazione dei beni culturali.

In modo particolare, si rende necessaria l’imposizione di un vincolo paesaggistico per fermare il degrado di Gardone, già evidenziato dal ministero per i Beni ambientali il 17 luglio 1997 con lettera all’allora sindaco Belotti. Un degrado derivante “soprattutto ad alcuni interventi devastanti – scrisse il ministero – che stravolgono l’ambiente paesaggistico e modificano totalmente la morfologia dei luoghi, sostituendo a una costa verde un continuum edificato e stravolgendo anche l’elegante tipologia di sviluppo edilizio”.

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Il Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera

Tutto il patrimonio immobiliare gardonese di epoca mitteleuropea dovrebbe essere tutelato e, in particolare, dovrebbe essere preservata la tutela della dimora a lago – fra la Darsena e Villa Fiordaliso – che appartenne al poeta tedesco Paul Heyse, premio Nobel per la letteratura nel 1910. Altri problemi architettonici riguardano la soluzione dei nodi del Vittoriale evidenziati dalla ‘Petizione dei Trenta’ inviata al presidente della Repubblica il 31 dicembre 2011 e successivamente al ministro Ornaghi’, petizione in cui, fra le varie cose, si sollecita l’apertura al pubblico del monumento nazionale Torre San Marco: sarebbe un bell’omaggio a Gabriele d’Annunzio nell’anno – il prossimo – in cui ricorrerà il 150esimo della nascita.

Un’altra sollecitazione per il governo riguarda la possibilità di istituire a Gardone Riviera – autentica città giardino – un Istituto agrario finalizzato alle colture tipiche benacensi, a partire da quella degli agrumi. In realtà, molteplici sono poi le opportunità culturali offerte, ben oltre il Vittoriale, anche dai privati, e che meritano di essere sostenute finanziariamente: basti pensare al Museo del Divino Infante di Hiki Mayr e al Giardino dei sensi di Raffaele Bonsaspetti, nel quale è possibile ammirare un tratto intatto di collina, autentico giardino botanico naturale. Infine ci sono quelle opere che ancora potrebbero essere realizzate, fra le quali la Pinacoteca del Garda a Villa Alba, che potrebbe nascere ottenendo in comodato dalla Fondazione del Vittoriale, e la dispersa collezione Sciltian, ad ora collocata in parte al Vittoriale e in parte nelle sale della Pinacoteca di Brescia.