GARDONE – Il “ponte di Brooklyn” è fermo, domani si apre mezza bretella

0

Update 17-1 Domani, venerdì 18 gennaio 2013, come confermato dal Comune di Gardone, si aprirà la bretella alternativa alla Sp 345 che costituisce il quinto lotto dell’opera di miglioramento della viabilità. La nuova strada, però sarà aperta solo nel senso unico di marcia a salire lungo il ponte Dolomite che non permette l’andirivieni nel doppio senso di circolazione. Questa situazione rimarrà attiva fino a quando la provincia di Brescia non costruirà la rotatoria per collegare l’avveniristico ponte bianco sospeso sul Mella alla Sp 345 che permetterà agli automobilisti di dividersi tra provinciale e bretella assicurando meno traffico su una zona nevralgica della valle. Per ripercorrere la vicenda vi proponiamo quando successo in passato.

(16-11-12) Si è tornato a parlare di bretella e del cosiddetto “ponte di Brooklyn” ieri sera durante una conferenza stampa convocata dall’assessore ai Lavori pubblici Fausto Gamba e dal sindaco Michele Gussago. Poche settimane fa si sono conclusi i lavori e il collaudo alla struttura, tra la strada e il ponte sul Mella, ma per essere aperta è necessaria la rotatoria che la provincia di Brescia, per sua competenza, deve ancora costruire.

La bretella, che si congiunge da via Grazioli lungo la rotonda del centro commerciale per arrivare al parco Rovedolo da dove poi si dovrebbe immettere sulla Sp 345, rappresenta una strategica via alternativa alla strada provinciale sempre trafficata e inserita in pieno centro storico. Il richiamo giunto ieri dal primo cittadino e dall’assessore, però, riguarda soprattutto l’investimento (circa 2 milioni di euro) che il Comune ha anticipato al posto della provincia in attesa che arrivassero i contributi del Broletto. I due enti, infatti, avevano deciso di dividersi la quota: 1 milione dal Comune e 1 milione dalla provincia.

Ma quelli di palazzo Broletto, poi diviso in più parti, sono giunti solo in 300 mila euro rispetto al milione stabilito. In via Mazzini a questo punto si chiedono se l’opera sia considerata veramente strategica per la provincia: di sicuro lo è per la Valtrompia e in particolare l’alta valle che può scendere verso Brescia evitando il traffico gardonese. L’altra questione riguarda la rotonda che, posandosi su una strada provinciale, rimane di competenza di piazza Paolo VI che ha previsto uno stanziamento di 500 mila euro, da aggiungere ai 50 mila messi dal Comune.

La Provincia, quindi, si trova a dover sborsare 700 mila euro a Gardone per i lavori già fatti e altri 500 mila per quando partirà l’appalto sulla rotatoria. E in via Mazzini, dopo due anni di promesse ratificate dall’accordo e da quando sono iniziati i lavori, sono passati ai gesti forti deliberando di diffidare la provincia per costringerla a versare le risorse non destinate. E su questo il sindaco Gussago è un fiume in piena. “Preferiamo avere i bilanci in difficoltà, ma pagare le aziende che lavorano per noi – ha commentato – perchè dietro di loro ci sono famiglie, operai e dipendenti che prestano il loro servizio. I lavori sono stati fatti e adesso rendiamo pubblica l’inadempienza della provincia per ciò che non riesce a fare.

E’ la prima volta nella storia del Comune di un atto del genere e un certo nordismo che si distingue per le opere sempre concluse e nei tempi corretti rischia di farci fare una figuraccia. Per questo – ha concluso il primo cittadino – non chiudiamo il cantiere e abbiamo pensato a degli interventi temporanei per poter iniziare a usare la bretella”. Entro la fine dell’anno arriverà il collaudo definitivo sull’intera struttura e poi si procederà con un senso unico tra le vie Verdi e 2 Giugno lungo il ponte Dolomite che, dopo la sistemazione delle cose, verrà demolito.

GUARDA IL VIDEO SULLA NOSTRA WEB TV