BRESCIA – Rifugiati costretti a lasciare l’Hotel Sirio. La Sunia lancia l’allarme case

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Lunedì 14 gennaio alle 8 circa, in via Capriolo a Brescia, è avvenuto lo sgombero dell’Hotel Sirio. Questo era stato occupato nella seconda metà di novembre – si legge in una nota di Romano Rebuschi diffusa da Sunia federata della Cgil – da un gruppo di sfortunati che rapidamente si è consolidato in un nucleo di venti persone.

Hotel sirio BsIl perché del gesto era ed è rimasto chiaro, al di là di possibili retoriche o usi più o meno legittimi di un bisogno primario come la casa. Così come pare evidente l’epilogo. Stupirsi ora, o indignarsi, parrebbe ipocrita; per questo non è questo che con la presente vogliamo. Da molto tempo il Sunia – continua la nota – testimonia in varie sedi politiche e non, il dramma della questione abitativa a Brescia e provincia.

Il problema esiste! Non si è arrestato e certo non si è ridotto. I fatti come questo sono solo la punta di un corpo molto più grande che non si mostra ma che non per questo è meno reale. Gli affitti, spinti da una emergenza quale da anni non si era vista, pare mostrino flessioni; comunque insufficienti a fornire una qualche garanzia a chi, perso il lavoro, vuole onorarli. Abbiamo chiesto una moratoria – continua la nota – abbiamo pregato per un intervento da parte degli organismi che sono preposti a livello pubblico a tali problemi, non abbiamo incontrato dei sordi.

Ma è evidente che qualcosa non funziona se si è nella condizione di leggere sul giornale di fatti come questi. Non è possibile che nel freddo inverno di questo nuovo anno si operino azioni che portano agli ultimi ad abbandonare stentati rifugi. E, facile profezia questa – conclude – preludio ad ennesimi “traslochi” forzati. Non si può mettere la polvere sotto il tappeto in eterno.