BRESCIA – L’UdC si spacca su Albertini al Pirellone. Rosa per l’Italia se ne va

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Abbiamo ricevuto in redazione un comunicato del partito “Rosa per l’Italia” firmato dal direttivo regionale guidato da Giuseppe Berthoud, dal coordinatore provinciale di Brescia Mauro Zenoni e dal consigliere comunale di Rovato Piero Massetti. Ecco il testo integrale della nota.

L’UdC è alla vigilia di una scissione. L’assemblea nazionale della Rosa per l’Italia, convocata per la prossima settimana, deciderà sulla fine dell’alleanza politica che nel 2008 ha dato vita all’Unione di Centro e lo farà non in ragione di un mancato riconoscimento del ruolo svolto dalla Rosa per l’Italia in questi cinque anni, ma perché la vecchia dirigenza con le sue scelte ha affossato il progetto che aveva motivato l’Unione di Centro, cioè il passaggio attraverso il quale far nascere un nuovo soggetto politico.

Rosa x ItaliaNella direzione regionale lombarda dell’UdC, il 2 gennaio è stata sottoposta al voto la scelta di candidare Albertini a presidente della Regione Lombardia. In quella sede, in linea con le valutazioni già espresse dall’On. Savino Pezzotta, il vice segretario regionale dell’UdC  Giuseppe Berthoud, in dissenso con la relazione del segretario regionale Campiotti, ha manifestato la sua contrarietà alla scelta di Albertini e ribadito il suo apprezzamento per il candidato Umberto Ambrosoli.

La presa di distanza dalla scelta del partito non è da ricondurre a una banale contrapposizione di candidature, ma rappresenta la volontà di sostenere un candidato credibile, capace di realizzare una discontinuità di governo rispetto ai diciassette anni di gestione Formigoni segnati nell’epilogo da gravi episodi ora all’esame della Magistratura. Nei prossimi giorni sarà fissato un incontro con l’avv. Umberto Ambrosoli e, in vista delle prossime elezioni amministrative per il Comune di Brescia, la Rosa per l’Italia avvierà una serie di  incontri con gli esponenti delle forze civiche e dei partiti che considerano irrinunciabile un effettivo rinnovamento politico e una discontinuità con l’attuale amministrazione a trazione leghista.