Le tasse, il redditometro, il grande fratello fiscale? Non hanno padri

2

Sogno o son desto? Nessuno dei candidati alla poltrona di premier – in lizza per le prossime elezioni – è padre di alcuna tassazione ci abbia colpiti negli ultimi 24/48 mesi.

l43-bersani-monti-berlusconi-111205185611_bigNulla, ma proprio nulla di quanto è stato varato dal parlamento italiano in tema di fisco e di controllo poliziesco sul reddito e sulle abitudini di spesa degli italiani è stato partorito dalle eccelse menti dei nostri politici o dei “tecnici” che ci hanno governato negli ultimi 12 mesi.

L’Imu? Nessuno la voleva, almeno così come l’abbiamo già pagata. E tutti pronti a giurare che se vincono le elezioni la aboliranno o – quanto meno – la ridurranno.

L’iva? Mai che abbiano pensato di portarla al 21 e poi al 22 per cento. Sarà stato qualche sconosciuto e grigio burocrate o qualche alieno venuto da Marte.

Il redditometro? Questa “bomba ad orologeria” (l’ha detto Monti, non io) pronta ad esplodere nel tessuto flaccido dell’opulenta società italiana l’avrà presentato alle camere un usciere si passaggio a Montecitorio e l’avranno votato gli addetti alle pulizie del palazzo.

Sono argomenti trattati con un’autorevolezza maggiormente riconosciuta della nostra anche da un paio di colleghi del “Corrierone” online.

Io c’avrei giurato e l’avevo scritto in tempi non sospetti che finiva così. E avevo anche sollecitato i nostri lettori – e gli italiani che andranno a votare – a non dimenticare che il governo Monti le nefandezze le ha presentate in parlamento, ma sono stati i partiti che l’hanno sostenuto ad approvarli con il loro voto.

Ora gli stessi che le hanno presentate e poi votate sono lì – tutti in fila – a disconoscerne la paternità.

Questi signori hanno davvero la faccia come il culo.

Anche se, a onor del vero, mi affiora un dubbio che solo le elezioni potranno chiarire: e se gli italiani li votassero anche questa volta?

aFini-e-Casini1Se i vari politici i cui cognomi finiscono invariabilmente in “ini”, o in “oni”, o in “ani” (beh qui rasentiamo il paradosso), o in “nti”, cioè tutti i “volti nuovi” che popolano il cielo della politica italiana finissero ancora una volta per sedere sugli scranni di Montecitorio, allora vorrebbe dire che la faccia come il culo ce l’abbiamo noi elettori e vorrebbe dire che davvero ci meritiamo la classe politica che abbiamo.

Amen

2 Commenti

  1. Scusi se scrivo qui in questo spazio. Sono capitato per caso sul vostro bellissimo sito davvero ben fatto, volevo solo chiedervi perchè si chiama eco delle valli, dal momento che parlate di tutta la provincia, bassa bresciana, brescia, lago di garda ecc? Cioè perchè questo nome? A quali valli alludete? Grazie

    • Caro sig. Ridolfini, La ringrazio per averci letto e scritto facendoci graditi complimenti. La Sua domanda mi consente di rispondere ad un quesito che mi viene posto in molte occasioni. In realtà – quando abbiamo cercato il nome “giusto” per la nostra testata – abbiamo cercato di dare un taglio “locale” senza cadere nella limitazione territoriale. Guardando la cartina geografica abbiamo riscoperto che i fiumi che nascono dalle nostre valli scorrono fino nella profonda bassa pianura bresciana. Anche le province vicine alla nostra hanno questa caratteristica. Perfino il bacino del Benaco presenta caratteristiche simili. E allora la scelta ci è parsa azzeccata. A questo proposito colgo l’occasione per informare i nostri lettori che a breve usciremo con una nuova iniziativa online dedicata al Lago di Garda: un quotidiano tradotto simultaneamente in tre lingue in cui convergeranno i contenuti della nostra testata e nuovi interessanti contributi dedicati a quei territori.
      Grazie per la Sua attenzione e continui a seguirci con affetto.

Comments are closed.