VILLA CARCINA – “Natale nelle Pievi”. In scena per Padre Marcolini

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Domani sera, martedì 15 gennaio, l’assessorato alla Cultura di Villa Carcina propone lo spettacolo “Chel Mòtom che el va gné a inciodàl” in programma alle ore 20,30 al Santuario della Madonnina in via San Lorenzo a Cogozzo (ingresso libero). Si tratta di una lettura scenica sulla figura di padre Ottorino Marcolini.

Il santuario di via San Lorenzo a Cogozzo
Il santuario di via San Lorenzo a Cogozzo

Accompagnerà la rappresentazione il baritono Alessandro Musesti. Lo spettacolo, che vede in scena l’attore Andrea Manni, è ricavato da un testo del giornalista Tonino Zana per la regia di Pietro Arrigoni. Amava ripetere “Ringrazio il Signore che mi ha dato 45 di piedi: così sono ben ancorato a terra”. La miglior sintesi della vita di Padre Marcolini (nato a Brescia il 9 marzo 1897 e morto il 23 novembre 1978) è forse in questa sua fulminante battuta, che ben compendia la consapevolezza dell’appartenenza a Dio insieme allo slancio nell’ideazione di progetti in favore dell’uomo, nella cifra della fattibilità.

L’intuizione di Padre Marcolini resiste perché ispirata da un bisogno che si conferma in ogni momento della storia: nessuna meraviglia che lo abbia colto proprio questo straordinario uomo pieno del senso di Dio quanto di quello della Carità, preoccupato di evitare a ognuno dei suoi simili un destino di abbruttimento o anche solo di “anonimato”. Gli dà ragione lo spirito di appartenenza radicato nei Villaggi, tra abitanti provenienti dalle zone più disparate e da sempre uniti dall’amore per la propria casa, dal rispetto verso il prossimo, vicino e meno vicino, dall’inclinazione alle attività filantropiche, culturali, sportive.

Al coraggio pionieristico di quelle prime periferie viventi, vivaci, complementari alla città più tradizionalmente intesa, corrisponde oggi un’organizzazione di persone ancora coraggiose ed entusiaste, disposte a mettere la loro professionalità al servizio dell’idea del Prete tutto d’un pezzo, ideatore geniale, tecnico esperto, lavoratore indefesso, religioso esemplare, vissuto in povertà, spendendosi tra i suoi senza alcuna riserva. Lo spettacolo fa parte dell’ottava edizione del ciclo “Natale nelle Pievi”, la rassegna in dialetto sul Natale, quest’anno intitolata “Il linguaggio del silenzio”.