BRESCIA – Pensioni per gli invalidi civili. L’Inps fa marcia indietro

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Update 14-1 Il presidente nazionale dell’Anmic, l’Associazione dei mutilati e invalidi civili, Giovanni Pagano, ha comunicato che il direttore generale dell’Inps Mauro Nori oggi ha emanato un messaggio con il quale l’istituto è tornato sui suoi passi riguardo ai criteri di erogazione della pensione di inabilità 100% confermando l’orientamento seguito da oltre un trentennio di considerare, per la concessione del beneficio, solo il reddito dell’invalido.

L’Inps, con la circolare n. 149 del 28 dicembre scorso, aveva fissato per il 2013 i nuovi importi delle pensioni e delle indennità di accompagnamento per gli invalidi civili. Lo rende noto l’Anmic, l’Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili in una lettera scritta dal presidente provinciale di Brescia Livio Righetto. Nell’allegato presente alla fine dell’articolo sono indicati gli importi e i limiti reddituali 2013, comparati con quelli relativi al 2012.

Pensioni invalidi civiliL’istituto aveva preso una decisione amministrativa che si basa su una sentenza della Corte di Cassazione del 2011 (Sezione Lavoro del 25 febbraio, n. 4677) e ha disposto che, a partire da gennaio 2013, il reddito di riferimento – pari a 16.127, 30 euro per la pensione degli invalidi civili al 100% – è cumulato a quello del coniuge. La conseguenza immediata è che gli invalidi civili totali, compresi quelli che percepiscono l’indennità di accompagnamento, titolari insieme al coniuge di un reddito lordo annuo superiore a 16.127,30 euro perderanno il diritto a percepire la pensione di 275,87 euro mensili.

Premesso che quanto esposto è palesemente discriminante nei confronti di persone riconosciute dalle Commissioni Sanitarie totalmente inabili per invalidità fisiche o psichiche e che non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, hanno bisogno di assistenza continua da parte di un accompagnatore.

Tanto per fare un esempio: se una persona costretta da anni in carrozzina percepisce la pensione di inabilità di 275,87 euro e l’indennità di accompagnamento di 499,27 euro (totale 775,14 euro), nel caso il reddito personale, dall’1 gennaio scorso superasse i 16.127,30 euro insieme con quello del coniuge, perderebbe il diritto a percepire la pensione di inabilità (275,87 euro al mese). Il presidente nazionale dell’Anmic ha già dato corso alle opportune azioni di contrasto chiedendo l’intervento di tutte le forze politiche, inviando loro una dettagliata relazione per un intervento sull’Inps al fine di porre rimedio a un’iniziativa che travolge la categoria dei più poveri.

ALLEGATO DEGLI IMPORTI

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