RONCADELLE – Pro Lombardia Indipendenza: “Lombardi basta lamentarsi!”

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Abbiamo ricevuto in redazione una lettera dell’attivista del movimento Pro Lombardia Indipendenza di Roncadelle, Giulio Mattu, che fa un’analisi della situazione politica attuale puntando l’attenzione sui lombardi e le critiche dirette ai partiti.

Giustamente sento da sempre e tutti i giorni la gente di Lombardia lamentarsi, attaccare i politici di ogni colore e partito, sento il loro sconforto, la loro delusione, la loro rassegnazione al fatto che le cose non cambieranno mai, ma poi improvvisamente arriva il giorno delle elezioni e gli stessi cittadini lombardi si dividono in fazioni che non hanno più senso, accusando chi questo di sinistra e chi quell’altro di destra, chi quello bianco e chi quello rosso, chi quello più bravo perchè va a messa la domenica mattina e chi quello la domenica a messa non ci va, chi quello che difende gli immigrati clandestini perchè poverini altrimenti come fanno e chi quelli da veri razzisti gli immigrati li prenderebbero a fuoco a prescindere.

Pro Lombardia Indipendenza
Giulio Mattu

Però dimenticandosi dei loro veri problemi, della loro libertà e di tutto quello che gli stessi politici che torneranno per l’ennesima volta a votare gli hanno sempre promesso senza poi mai mettere in pratica. Praticamente pensando di scegliere sempre il meno peggio, ma di fatto saranno sempre gli stessi che per l’ennesima volta li prenderanno in giro, visti che i politici italioti di tutto si occupano, tranne che del nostro futuro e della nostra felicità.

Ma io mi chiedo come mai i lombardi (chiamatelo popolo lombardo o chiamateli cittadini lombardi fa lo stesso), di fronte alla prospettiva di vivere in un Paese adulto, più piccolo (come la Svizzera per esempio), più avanzato, più moderno e più forte da tutti i punti di vista, in grado di autodeterminarsi e puntare a diventare un vero Stato europeo indipendente, portandosi dietro le sue tradizioni e la sua lunghissima storia (altro che 150 anni di bluff studiato a tavolino), libero dai patti di stabilità forzati senza ritorno, libero dalle leggi più assurde e numerose del mondo, non riescano a dire basta per sempre a questo stato italiano che li soffoca tutti i giorni e che li condiziona da anni, attraverso le leggi più assurde, le tasse più alte del mondo, una disinformazione dilagante (o informazione di regime se preferite) e una scuola di stampo antico che addormenta le coscienze.

Carissimi bresciani, carissimi lombardi, noi questo non possiamo più permetterlo, lo dobbiamo alla nostra gente, ai nostri figli e al loro e nostro futuro. Smettiamola di dire che ormai è troppo tardi, anche se potreste avere ragione, e che siamo troppo deboli per reagire di fronte a questo stato italiano, di fatto a noi straniero. Se poi a voi va bene così, liberi di pensarla come volete e agire secondo vostra coscienza, ma poi vi invito, con la calma che spesso mi contraddistingue, a non lamentarvi più, visto che la Lombardia è anche il mio Paese.