DESENZANO – Colpo alla Tranquilli: un bottino da oltre 100mila euro

0

Caccia aperta ai tre malviventi che hanno messo a segno una rapina, nella mattinata di mercoledì 2 gennaio, in danno alla  gioielleria Tranquilli: gli agenti del Commissariato di Polizia stanno vagliando tutte le possibili fonti d’informazione capaci di portarli all’individuazione ed alla cattura dei malviventi, che, pur essendo stato filmati dalle telecamere situate nella zona, comprese quelle di un negozio privato che sorge accanto alla gioielleria, non hanno ancora un nome.

Una delle due commesse minacciate, in attesa di un figlio, è stata ricoverata a scopi prudenziali nel pomeriggio di mercoledì all’ospedale Montecroce per sottoporla ad alcuni controlli: sta bene ed è già stata dimessa.

Desenzano tranquilli
Le vetrine della gioielleria Tranquilli a Desenzano del Garda

Per quel che riguarda i rapinatori, si ipotizza di tratti di professionisti che avevano studiato il colpo e organizzato tutto con estrema precisione cronometrica: i tre, infatti, sono entrati in azione allo scoccare delle ore 10, orario in cui si sblocca l’apertura della cassaforte dell’oreficeria desenzanese. Inoltre, non sono ricorsi all’uso né di armi né di pistole, ma si sono avvalsi solo di un taglierino e delle loro capacità persuasive. I testimoni, tra cui le due commesse minacciate, hanno riferito che i tre rapinatori avevano tutti un’età compresa tra i 25 ed i 30 anni, erano vestiti di nero ed avevano il volto parzialmente coperto con sciarpe e cappellini.

In un primo momento, una volta entrati nell’oreficeria, hanno chiesto di poter vedere un orologio. Poi, mentre le due donne addette alla vendita si erano voltate per prelevare l’oggetto richiesto e altri pezzi da mostrare, due malviventi li hanno aggredite, spingendole sul retro del negozio e costringendole a stare zitte. Il terzo complice, nel mentre, ha ripulito la cassaforte.

Il trio è poi uscito dal negozio e secondo alcune testimonianze, che però non sono state confermate dagli inquirenti, ad attenderlo fuori c’erano altri due complici, con la funzione di palo e di copertura.

Il valore della refurtiva, sebbene non ancora individuato in modo certo giacché si attende l’inventario del titolare della gioielleria, senz’altro supera i 100mila euro.