SAREZZO – La sfida delle 8 mila visite al presepe vivente contro i vandali

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Il presepe vivente allestito nella località Cave della Val di Sarezzo fino a domenica scorsa 6 gennaio, giorno dell’Epifania, si è rivelato un altro successo annunciato con visitatori arrivati in Valtrompia non solo dalla provincia bresciana, ma anche da diverse città della Regione. Oltre 8 mila persone dicono i dati diffusi dal presidente del GSTL (Gruppo di Salvaguardia delle Tradizioni locali) Giuseppe Perini con il sindaco Massimo Ottelli nel corso di una conferenza stampa in municipio.

Giuseppe Perini e Massimo Ottelli
Giuseppe Perini e Massimo Ottelli

Un’iniziativa che, nata nel 1998, aumenta ogni anno il suo appeal facendo il pieno di visitatori soprattutto nel giorno di Santo Stefano, con la tradizionale apertura del presepe (quest’anno rinviata al 30 dicembre per maltempo) e il 6 gennaio quando l’arrivo dei Re Magi chiude l’allestimento. L’organizzazione conta 183 figuranti che, indossati gli abiti dell’epoca, hanno portato le persone a rivivere l’atmosfera natalizia con le canzoni degli zampognari, artigiani al lavoro, animali che scorrazzano lungo le pianure della zona, case in legno e il punto più alto e ambito rappresentato dalla grotta con la Sacra famiglia formata da Gesù bambino, Giuseppe e Maria, oltre al bue e asinello.

Il gruppo che cura il presepe
Il gruppo che cura il presepe

Spazio anche a un coro di angeli vicino alla grotta e la novità di quest’anno del Castello di Re Erode. Collaterali all’iniziativa sono stati i pullman per portare sul posto i visitatori, gli stand di ristoro gestiti dagli alpini e la Protezione civile. “E’ un evento cui l’amministrazione è sempre vicina – ha commentato il sindaco Massimo Ottelli – e che ogni anno manifesta un bacino di utenza più vasto e di caratura regionale”. Calato il sipario sulla 15esima edizione, però, gli organizzatori devono affrontare anche il problema degli atti vandalici che mai come quest’anno hanno funestato la disputa dell’iniziativa.

Primo fra tutti l’incendio appiccato alla struttura per rappresentare il Castello di Erode e poi la denuncia di un presunto abuso edilizio presentata da uno sconosciuto con tanto di richiesta scritta indirizzata al Comune e alla Procura della Repubblica di Brescia. Il caso è stato archiviato e ritenuto infondato visto che i luoghi in cui si svolge il presepe sono in parte comunali e altre in convenzione con i privati. A questo si aggiungono le scritte ingiuriose (es. “Presepio dei mafiosi” e “Pagate l’Imu”) ai danni dell’associazione e l’ultimo in ordine di tempo contro lo stand di ristoro gestito dagli alpini all’esterno del presepe che è stato tagliato da ignoti. Da sottolineare che ogni anno l’avvenimento viene funestato da questi atti e i primi a chiedersi il perché sono proprio i curatori.

“Non penso ci sia nulla contro il nostro gruppo – ha detto il presidente Giuseppe Perini – perchè puntiamo a iniziative di aggregazione”. E il primo cittadino sgombra ogni dubbio che si possa trattare di atti di sfondo religioso nonostante alcuni problemi di ordine pubblico che hanno interessato la zona. “Il vandalismo non colpisce solo il presepe ma anche altri posti – ha commentato – e non sono solo opera di stranieri”. Dietro queste azioni non ci sarebbero neanche motivi economici visto che, come ha suggerito Perini, trattandosi di un’associazione senza scopo di lucro, ogni eventuale ricavo dalle iniziative viene reinvestito nel sodalizio. Altri motivi? Nessuno, ma intanto il gruppo ha chiuso con un altro successo.

DENUNCIA DI ABUSO EDILIZIO