GARDA – Sui fondali del lago diossine e Pcb

0

Il Lago di Garda è ammalato: sui suoi fondali sono state infatti rinvenute diossine e Pcb. È quanto è stato dichiarato dal ministero della Salute, retto da Renato Balduzzi, che, lo scorso maggio, ha prorogato di 12 mesi il divieto di commercializzazione delle anguille del Benaco a causa della presenza di concentrazioni di diossina e Pcb in quantità superiori ai limiti previsti dalla legge.

In base ad un recente studio effettuato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale G. Caporale di Teramo, presentato alle Regioni Lombardia e Veneto e alla Provincia autonoma di Trento il 4 maggio scorso, le anguille sarebbero contaminate perché nei mesi invernali si ritirano nei fondali, dove assorbono i componenti nocivi. Questa la ragione in forza della quale soltanto questa tipologia ittica presentava livelli di diossine e Pcb oltre la norma.

Il documento di valutazione, tuttavia, non è mai stato pubblicato e non è divulgabile, con la conseguenza che rimangono ignote le reali condizioni delle acque lacustri, così come le profondità in cui sono state rilevate la presenza di Pcb e diossina. Nel documento redatto nel 2011, in ogni caso, risulta che la contaminazione è diffusa in tutto il perimetro del lago e che le sostanze nocive potrebbero derivare da contaminazioni pregresse e dall’adeguatezza degli impianto di smaltimento.