BRESCIA – Comuni più poveri senza Imu. E cinque fanno ricorso al Tar

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La “guerra” contro l’Imu è stata dichiarata in tutta Italia da milioni di cittadini che hanno dovuto sacrificare la tredicesima per pagare l’ultima rata dell’imposta. Ma a Brescia, e stavolta i proprietari di prime e seconde case non centrano, si vuole fare sul serio come in molti altri paesi italiani con i Comuni che ricorrono direttamente alla giustizia. E’ successo anche in provincia di Brescia, come riporta l’edizione online del Giornale di Brescia, dove Edolo, Gardone Valtrompia, Ome, Paisco Loveno e Rodengo Saiano hanno presentato un ricorso venerdì scorso 4 gennaio al Tar cittadino contro i ministeri dell’Economia e dell’Interno e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tar BresciaIl documento, chiamato “Note con cui il ministero dell’interno ha indicato, le assegnazioni da federalismo municipale anno 2012, spettanti ai comuni ricorrenti, delle note del 15/10/2012, recante variazione, delle stime del gettito imu e delle stime dell’ici, nonchè di ogni altro atto connesso”, è stato presentato dalle cinque amministrazioni bresciane tramite l’Anci Lombardia per polemizzare sulla decisione di via XX Settembre, arrivata solo nell’ottobre scorso, di rivedere al rialzo la parte dell’Imu destinata allo Stato, lasciando i Comuni con meno risorse del previsto in cassa.

“Si cambiano le regole del gioco in corso e i Comuni rischiano” è il grido d’allarme lanciato dai sindaci delle amministrazioni ricorrenti. In sostanza, il Ministero avendo sovrastimato le entrate a Roma ha impedito ai Comuni di ricevere il giusto importo come previsto dal Federalismo. E allora i cinque sindaci, insieme ad altre 16 amministrazioni, coordinati dall’Anci Lombardia si sono uniti per un ricorso unanime anche dopo il taglio sopraggiunto al Fondo Sperimentale di Riequilibrio per il gettito anomalo dell’Imu e l’entrata Ici del 2009 e 2010.

I primi cittadini hanno criticato la decisione e spiegato il loro ricorso al Tribunale amministrativo regionale. “Contro un Governo schizofrenico che prima dice una cosa e poi un’altra, non avevamo scelta – commenta il sindaco di Edolo, Vittorio Marniga.- Un atteggiamento che mette a rischio il nostro Comune”. La giustificazione da via XX Settembre sarebbe stata che l’entrata derivante dall’ultima rata dell’imposta avrebbe in parte rimpinguato le casse comunali, ma la stima è stata inferiore rispetto al previsto. Sulla falsariga del primo cittadino camuno sono intervenuti anche i colleghi che hanno presentato il ricorso. E tra questi, Michele Gussago a Gardone Valtrompia parla di “algoritmi strani definiti dal Ministero per stabilire l’Imu e poca sensibilità verso come si amministra un Comune”. Una situazione contorta, quindi, che potrebbe indurre altri paesi a seguire la stessa via giudiziaria.