SAREZZO – Con i re Magi cala il sipario (e polemiche) sul presepe vivente

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Come da tradizione domani, domenica 6 gennaio, in occasione dell’Epifania che chiude le festività natalizie, sarà l’ultimo giorno utile per assistere alla rappresentazione del presepe vivente allestito nella località Cave di Sarezzo, in Valtrompia, uno dei più suggestivi della provincia di Brescia. Oltre 4 mila presenze hanno invaso la frazione il primo giorno della messa in scena, domenica scorsa 30 dicembre, quando i visitatori sono giunti dalla Valle e dal resto della provincia.

Il Castello di Erode sotto le polemiche
Il Castello di Erode sotto le polemiche

Sono un centinaio i figuranti che indossano i costumi invitando il pubblico a salire lungo le colline per vedere le attività del tempo, dalle botteghe artigiane ai falegnami e alla quotidianità di un tempo. Un percorso suggestivo appositamente predisposto dal Comitato Territoriale della Valle di Sarezzo che gestisce il presepe vivente con il Gstl e la parrocchia di Sarezzo e che conduce fino a una delle scene più importanti della Natività quale è la Sacra Famiglia nella grotta con il bambino Gesù, Giuseppe, Maria e dietro il bue e l’asinello. E accanto c’è spazio anche per un coro che diffonde note musicali nella tipica atmosfera del periodo.

Nel percorso si possono trovare gli zampognari con le loro melodie, i mulinelli azionati dall’acqua, gli artigiani al lavoro e, quest’anno, anche la novità del Castello di Erode, il Re che secondo la religione cristiana perseguitava i bambini per cercare quello che è poi diventato il Figlio di Dio. Domani, quindi, è l’ultimo giorno quando si potrà assistere dalle 14 alle 17, in tre ore di rappresentazione, anche all’arrivo dei tre Re Magi che vanno nella sacra grotta per donare olio, incenso e mirra. Per i visitatori è disponibile anche un servizio di bus navetta che ogni 15 minuti partirà dal piazzale della scuola media in via Verdi, a Sarezzo. Sul posto, invece, per i disabili o con problemi motori che volessero assistere ci sarà un servizio ad hoc.

 

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E’ un’immagine avveniristica quella del presepe vivente, turbata nei giorni scorsi da diverse ombre e polemiche che hanno provato a minare l’evento. Tra queste, la notizia che la facciata del Castello di Erode fosse considerato un abuso edilizio da parte di un cittadino che ha presentato una denuncia in Comune e da ultimo un gesto dimostrativo di dubbio gusto con il taglio della recinzione che porta al presepe e alcune scritte ingiuriose davanti allo stand degli alpini. Ma le migliaia di presenze previste alle fine di questo evento, aggiunte alle oltre 80 mila degli ultimi dieci anni, non fanno che lasciar cadere nel vuoto ogni tipo di polemica.