CLUSANE – Legambiente prepara un Sit-in: no al Villaggio turistico

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“I presupposti normativi per questo comparto non ci sono più, il progetto è in contrasto con il Piano Regionale Territoriale approvato agli inizi del 2010 dalla Regione Lombardia laddove si individuano i corridoi ecologici da salvaguardare nel progetto di tutela e valorizzazione dei laghi lombardi”.
Con queste parole Legambiente Basso Sebino criticava l’idea di costruzione un villaggio turistico nell’area che si trova tra la strada provinciale Paratico – Iseo e il canneto.

La “Costa Verde Srl” è un’area di 45mila metri quadri in cui dovrebbe essere costruito un villaggio turistico composto di 48 alloggi, due piscine e un parcheggio.
L’area, una  delle ultime aree verdi rimaste, è una zona molto importante anche per i Bufo Bufo, una specie di rospi che nel periodo primaverile di marzo compiono la loro migrazione.

La costruzione del villaggio renderebbe molto problematico per Legambiente e per i volontari il tentativo di accompagnare i Bufo Bufo nella loro traversata.
Attualmente Legambiente Basso Sebino tramite il Web sta mobilitando la popolazione per fare qualcosa, si parla di un Sit-In previsto per sabato 12 gennaio.
images7Nel mese di dicembre, sono stati eliminati gli alberi nella zona, per preparare il terreno alla costruzione del villaggio, tale operazione ha fatto muovere i volontari dei Legambiente, pronti a un ricorso al Tar.
In merito alla salvaguardia dei rospi i volontari hanno affermato:“Saremo costantemente presenti, nel caso che parta l’urbanizzazione prevista proprio nel punto di maggior afflusso dei rospi, controllando da vicino che non impedisca la normale migrazione”.
Il principale obiettivo del progetto “Bufo bufo Basso Sebino” è salvare i rospi, per evitare la completa scomparsa degli anfibi dal lago d’Iseo e coinvolgere gli abitanti e gli studenti in questa operazione, queste parole sono state pronunciate nel novembre 2012, prima che la situazione procedesse a favore del nuovo villaggio.
La Società Costa Verde ha avuto il permesso di costruire in una zona che è il luogo di approdo dei rospi nel periodo della migrazione, per aiutare gli anfibi, i protagonisti del progetto falceranno l’erba per rendere più facile  la localizzazione dei rospi nell’area di migrazione e identificarli meglio, inoltre, hanno pensato di realizzare una barriera in plastica per fermarli quando la strada non è sorvegliata.
Tutte queste operazioni risulterebbe molto difficili, e la situazione ambientale di Iseo verrebbe ulteriormente danneggiata, a parere di Legambiente, dalla costruzione di altro cemento.